Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere

SU PER LE SCALE DEL CORNO

Difficoltà: per escursionisti esperti
Tempo di percorrenza: 4 ore circa



Quasi sospeso, fra il corrucciarsi arcigno delle alpi e la  molle opulenza del piano, Rio Pianoil massiccio del Corno  alle Scale  si presenta al visitatore come un mondo a se, tutto da  scoprire. La sua ascesa   rappresenta, infatti, una sorta di  viaggio nel tempo che, nel volgere di pochi chilometri, proietta l'escursionista dai dolci declivi boscosi del fondovalle fino alle aspre e spettacolari pareti rocciose  che caratterizzano il crinale. L'itinerario  proposto, che  sale ripido dal laghetto del Cavone fino alla vetta del massiccio bolognese, è sicuramente il più bello  ed alpino della vasta gamma di possibilità escursionistiche che offre la zona del Corno alle Scale.
Si tratta dei famosi Balzi dell’Ora, dal nome del  fastidioso vento che spesso batte questa zona di crinale a metà fra il Tirreno e l’Adriatico, rendendo a volte più difficoltosa la salita. Percorrerlo rappresenta davvero qualcosa di unico, sia per la bellezza del paesaggio che si apre verso orizzonti infiniti in direzione del confine modenese e della vicina Toscana (all’alba, nelle gioBalzi dell'Orarnate particolarmente terse, rivolgendo lo sguardo verso sud, è possibile distinguere chiaramente le luci del porto di Livorno e la sagoma dell’isola d’Elba). Sia per la presenza di numerose specie protette per molte delle quali, proprio le pareti rocciose del Corno alle Scale, rappresentano il limite meridionale europeo di fioritura. Fra fine maggio e la metà di giugno lungo i Balzi è un'esplosione di colori: si va dall'azzurro  tenue dell'aquilegia alpina, al rosa intenso della Sassifraga Rossa o al più delicato Geranio Argenteo fino alla maestosità del Giglio Martagone.

Ma torniamo all'itinerario, lasciata l’automobile nel parcheggio del Cavone si seguono le indicazioni del sentiero Cai n. 337 che costeggia la riva destra dello specchio d’acqua e s’inerpica nel folto della boscaglia lungo la stretta vallata del Rio Piano (oggi orrendamente storpiata in Valle del Silenzio!). Una sorta di paravento naturale che separa la parte più conosciuta e turistica  della zona da un’ampia  conca d’origine glaciale che si apre, all’improvviso, in tutta la sua bellezza.  Nei pressi delle sorgenti del Rio Piano il sentiero devia deciso a sinistra verso il passo del Vallone che congiunge le due vicine vette del monte La Nuda e del massiccio del Corno.  E’ qui che iniziano i famosi “Balzi dell’Ora” la cui salita, attenta e faticosa, consente di comprendere meglio il perché del toponimo Corno alle Scale; le stratificazioni rocciose appaiono  all’escursionista infatti come altrettanti gradini di un’immaginaria scala che pare non finire mai.

SassifragaRaggiunta la vetta del massiccio (mt. 1945) si viene accolti dalla grande croce costruita nel 1984 sui resti di una precedente croce metallica, risalente al 1950, segata da ignoti vandali nella notte del 1 ottobre 1983.
Il sentiero prosegue, quindi, lungo il crinale (segnavia Cai n. 00) attraversando i passi dello Strofinatoio e dei Tre Termini, fino al Lago Scaffaiolo la cui presenza sul crinale, privo di immissari ma sempre colmo d’acqua anche in piena estate, contribuisce a rendere ancora più affascinante e misteriosa la storia di questo piccolo specchio d’acqua. Dal lago comincia la discesa seguendo un’ampia strada carrabile che interseca il tracciato di alcuni impianti di risalita e delle piste da sci fino al rifugio delle Malghe, ancora oggi utilizzato dai pastori per l’alpeggio estivo delle greggi. Il sentiero taglia, quindi, sulla sinistra lungo il tracciato della “Polla” fino alla strada asfaltata seguendo la quale, dopo un breve tratto, si ritorna al parcheggio del Cavone.
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