Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere
CAMUGNANO

Superficie  Kmq 96,61
Cap. 40032 Pref.telefonico 0534

STORIA - Le  prime notizie storiche che riguardano il territorio  dell'attuale  comune  di Camugnano  risalgono al  II millennio  avanti Cristo.  Il ritrovamento presso  Burzanella di quattordici asce risalenti all'Età del Bronzo ha fatto supporre agli studiosi che questo luogo fosse un punto d'incontro commerciale fra le  valli del Reno e del Setta. L'antica presenza umana su questo  territo­rio è  testimoniata anche dal ritrovamento di due statuette etru­sche, raffiguranti un fanciullo ed una fanciulla, facenti  parte della  stirpe votiva risalenti al 480 a.C.,  rinvenuta  presso Monteacuto  Ragazza.  All'epoca  romana ci riporta invece l'etimologia  di alcuni toponimi, fra i quali  lo stesso  Camugnano, di probabile derivazione  dal nome gentilizio latino (Camonius), proprietario del fondo (fundus Camonianus), da cui l'antica grafia: Camognano. Per  diverso tempo possedimento dell'Esarcato di Ravenna questo territorio passò  successivamente sotto il dominio di  Matilde di Canossa. Attorno al XII secolo venne assegnato  ai Conti  Alberti da Prato o da Mangona, com'è riportato nei diplomi di Federico  I del 1164 e di Ottone IV del 1209. Nel 1220 il conte Alberto,  che di fatto  non era  ancora venuto in possesso di queste  terre, chiese  a Papa Onofrio III un nuovo infeudamento, che ottenne a mezzo di apposita bolla emanata il 5 dicembre dello stesso anno. Per  la  sua posizione strategica di confine durante l'intero Medioevo, questo territorio divenne oggetto di aspre contese  fra Bologna e Pistoia, con tutte le immaginabili conseguenze che tale situazione  di  precarietà poteva provocare sulla popolazione civile. Scorrerie, saccheggi, vendette ed uccisioni erano all'or­dine del giorno. Una situazione che non migliorò  di molto con il trascorrere  del tempo anzi, all'epoca dei Bentivoglio (1450),  poichè la zona  era diventata il rifugio di un gruppo di  fuoriu­sciti contrari alla Municipalità cittadina, il comune di  Bologna  intraprese  contro di loro  una dura lotta  che ebbe come conse­guenza lo smantellamento della potente rocca di Bargi.  Cacciati i Bentivoglio, nel territorio di Camugnano furono create  diverse contee, tutte di breve durata, così:  Bargi, Badi,  Stagno e  Suviana vennero assegnati alla famiglia dei Bargellini;  Vigo, Verzuno, Montione, Vimignano e Savignano alla famiglia dei Volta; Camugnano e Monzuno a quella dei Manzoli. Il capoluogo del Comune, che  prima era a Bargi, passò  poi  a Camugnano, che  divenne  capoluogo del comune nel 1796.

IL BORGO - Camugnano presenta un'architettura di tipo moderno o  ammoderna­to.  La chiesa parrocchiale, dedicata a San Martino  di Tours,  è stata interamente ricostruita nel 1899 mentre la facciata risale al  1944. All'interno sono conservate alcune tele settecentesche di  pregio delle quali  non si conoscono con esattezza gli autori. Nei dintorni di Camugnano esistono  diversi antichi  borghi fra  i  quali  il piccolo nucleo di Ca' Roda, risalente  al  XIV secolo,  con una  bella torre quattrocentesca a basamento scarpa­to perfettamente conservata nella sua struttura muraria  esterna. La   Guscella, pregevole  esempio di casa appenninica del secolo XVI a cui venne aggiunto, nel 1686, un grande camino in  arenaria proveniente da una casa di Vigo. La casa-torre della Cà  Bianca, che ha mantenuto l'aspetto originario, con un architrave  datato "adi 15 d'mazo 1496 fu fata la chasa la fe far archadio fiolo  di Guido Dalimogno". A poca distanza dal Capoluogo sorge il piccolo nucleo di Carpine­ta che  presenta diversi particolari  architettonici  di pregio (simboli,  decorazioni e date scolpite su portali e finestre),  e la chiesa dedicata ai Santi Carlo Borromeo e Bernardino da Siena. Costruita  nel 1625, come sussidiale della chiesa di Guzzano,  fu ricostruita  agli  inizi del 1700 e dichiarata parrocchiale  nel 1739. Conserva al suo interno diverse tele di valore fra le quali una Seicentesca raffigurazione dei Santi patroni ed una raffinata "Annunciazione".

BARGI - La chiesa di Bargi, dedicata ai Santi Giacomo Maggiore e  Cristoforo,  venne costruita verso la fine del 1600.  Indubbiamente   è una   fra le più  belle  della zona, sia per l'imponenza, sia per l'eleganza delle linee architettoniche.  Al suo interno vi  erano alcune  importanti tele, oggi conservate per motivi di  sicurezza a  Bologna,  fra le quali una "Madonna del Rosario" del  pittore bolognese Alessandro Tiarini e una raffigurazione della "Vergine con  Bambino e Santi" di attribuzione incerta fra i pittori Prospero Fontana e Bartolomeo Passarotti (entrambi operanti a  Bologna  nel  1500). E' dotata infine di diversi arredi sacri  fra  i quali gli inginocchiatoi della famiglia Acquafresca ed un  antico organo di pregevole fattura. Ma Bargi è  famosa soprattutto per la ricca storia medioevale.  Il suo potente castello infatti fu a lungo conteso fra  Bologna  e Pistoia  mentre, agli inizi del XIV secolo, cadde nelle mani  dei conti di Panico che ne fecero un luogo sicuro  dove  rifugiarsi dopo  le  tante  scorrerie e saccheggi compiute  sull'Appennino. Proprio per questo, il castello di Bargi venne completamente  distrutto nel 1451 dai bolognesi.  A breve distanza dal paese, poco prima del bacino di Suviana,  si incontra la piccola località  dei Pianacci, diventata celebre  per avere dato i natali alla famiglia degli Acquafresca, nota  stirpe di armaioli e cesellatori. Nel 1619 vi nacque Sebastiano Acquafresca  che  incominciò la tradizione  familiare  diventando  un valente cesellatore.  Ben  altro valore e fama  ebbe invece  il figlio  Matteo  (1651-1738), la cui opera  è  testimoniata  dagli archibugi oggi conservati presso i musei di Firenze, di Torino  e di Birmingham, e dalla raffinata tabacchiera esposta al  Victoria and Albert Museum di Londra.  Nella  vicina località di Ca' dei Melati abitava la famiglia  dei Comelli,  proveniente da Castel di Casio, famosi costruttori  di orologi  da  torre, abili tornitori di  metalli,  cesellatori  ed ebanisti  di  rara maestria. Particolarmente  noto fu  Francesco Comelli, chiamato nel 1780 dal senato a svolgere la sua  attività a Bologna.  Altro  manufatto  caratteristico è il ponte del "G.A. Dotti  del 1766",  un elegante ponte ad una sola arcata, dotato di  banchine  lungo le spallette realizzate in modo da fare sedere il viandante senza  che fosse costretto a togliersi la gerla di dosso.  Meritano  inoltre  menzione  le località  di  Alboreto,  edificio rurale che presenta scolpito su di un concio un simbolo  floreale e la data 1613; e quella di  Piderla, dove sorgono i resti di  un "Hospitale" di origine duecentesca, con annesso oratorio dedicato a Santa Maria dei porcellini (Sancta Maria de Porcolis),   punto di ristoro per i pellegrini che percorrevano la  vicina   strada medioevale che conduceva in Toscana.
 
BAIGNO - Interessante  la  chiesa parrocchiale dedicata a  Santo  Stefano, profondamente ristrutturata nel  1768 ed assurta  al  rango  di parrocchiale  nel  1939. Al suo interno sono conservate diverse tele settecentesche, fra le quali un "Incontro di Maria con Santa Elisabetta",  di autore  sconosciuto. Nei pressi  di  Baigno  di pregio la casa Cinghione, risalente al XVI secolo, dimora  della famiglia Pistarini, nota stirpe di notai locali che qui esercitarono la loro professione.VIGOhslm m. 650L'abitato di Vigo fu sede di un importante castello, probabilmente  il   più potente della zona, centro  di  notevole  importanza politico-militare e di una delle più  antiche podesteria  dell'Appennino bolognese. All'interno del paese troviamo i resti  di una torre trecentesca, possente costruzione realizzata con  muratura ad opus quadratum ancora leggibile nelle sue strutture  essenziali.  La chiesa attuale, dedicata a Santo Stefano, è il frutto  di diversi rifacimenti, della struttura originaria resta  solamente l'abside. Al suo interno è  conservata una pregevole tela raffigurante il "Martirio di Santo Stefano" datata 1731 ed un cornicione romanico scavato in parte nella roccia.  Nella  vicina località di Greglio (toponimo di probabile origine longobarda),  sorge un piccolo oratorio dedicato  a Sant'Antonio Abate,  protettore degli animali e dei raccolti.  All'intervento miracoloso  del Santo  fu attribuita una anticipata raccolta  di castagne, a metà settembre, che placò  la fame degli abitanti  del luogo. Un avvenimento  eccezionale, ricordato dall'epigrafe scolpita  sulla  facciata dell'oratorio: "A di'/ settembre  1659  fe/cadere le castagne".Nei pressi di Vigo di particolare interesse: il borgo fortificato di  Predolo, secolo XIV, sapientemente restaurato,  che  presenta ancora molti particolari architettonici intatti, fra i quali  una splendida finestra trecentesca posta sul lato ovest dell'edificio a  valle; la casa-torre del Montione (secolo XVI),  con  finestra ogivale datata, mentre l'edificio adiacente risale alla metà  del XV  secolo,  come mostrano la porta murata ed  il  portale  della stalla; la torre  di Rio con portale sul quale  è scolpito  un cerchio iscritto in un esagono;  il piccolo nucleo fortificato di Ca' Brunetti, il cui toponimo prende  origine dalla famiglia  che vi  abitò fin dal 1560; l'edificio rurale de Il Poggio, caratterizzato da un elegante balchio, la cui antica origini è  documentata  fin dal 1385,  il piccolo nucleo di  Sterpi, con una   loggetta al piano rialzano risalente al XVII secolo  ed un'affresco  murare (secolo XIX) raffigurante due donne con  dei fiori  in mano; infine la casa-torre di Ca' Dorè, pressochè  intatta nella sua struttura originaria   cinquecentesca, che presenta all'interno un camino, datato 1510,  decorato con simboli comacini.

VERZUNO - Dell'antico borgo di origine romanica (come testimonia la  possibile  derivazione del toponimo Verzuno da Vertumnus,  dio  romano del  volgere  delle  stagioni, dei mercati e delle  fiere), con annessa  chiesa,  fondata anteriormente al XI secolo, non resta nessuna traccia  a causa di una frana che, nel  1400,  distrusse completamente il paese.  L'attuale chiesa, dedicata a San Giovanni  Battista,  venne  ricostruita nel 1462 a  cura  della nobile famiglia bolognese  dei De' Bianchi, utilizzando materiale proveniente dalla precedente chiesa romanica, come testimoniano alcuni frammenti scultorei inseriti nella muratura esterna  dell'attuale edificio. All'interno troviamo diverse tele  sei-settecentesche, oltre  ad un affresco raffigurante la "Madonna con il Bambino  ed un Santo Martire", dove  è riportata  l'indicazione sia della data della sua realizzazione: il 1514 , sia del nome del committente: Antonio  Corsini da Verzuno. Opera che rappresenta un  importante esempio di religiosità  popolare. Di  rilievo, nelle vicinanze di Verzuno, il borghetto di Vigaia, noto fin dal 1105 con una casa-torre trecentesca ora abbassata  e modificata,  che presenta  un portale  con scolpita una  croce iscritta in un  cerchio.

BURZANELLA - In questa località furono ritrovate quattordici asce di bronzo risalenti al secondo millennio  avanti Cristo. Un ritrovamento che ha fatto pensare agli archeologi  che Burzanella fosse un punto commerciale, di scambio,  tra le  valli del Setta e del Reno. Inoltre, in località i Querceti, fu trovata una  statuetta etrusca. Da segnalare infine nei pressi di  Burzanella,  il piccolo  oratorio dei Frascari, con tetto  a capanna, campanile  a  vela  e portale  tardo  cinquecentesco  a timpano aperto,  dedicato alla Madonna dei Sette Dolori.   All'interno  è conservata  una bella statua in stucco dipinta,  raffigurante  la Madonna seduta, con le mani giunte, e sette spade conficcate  nel cuore.  L'oratorio dei Frascari  è diventato noto perché  nel 1809 vi  si  radunarono  un gruppo di insorgenti antifrancesi  che  da  qui tentarono di assalire Castiglione dei Pepoli.

STAGNO  - Piccolo borgo quattrocentesco, arroccato attorno alla chiesa, che fu  sede di un potente castello. Centro di feroci lotte  fra  Pistoia  e  Bologna, il castello di Stagno  era  costituito da un ampio recinto murato, con una sola porta d'ingresso difesa da un cassero con torre. All'intero vi era la  cisterna per la raccolta delle  acque  piovane ed alcuni piccoli edifici.  Fino al  1972 raggiungibile  solo a piedi, Stagno rappresenta un esempio  unico di architettura appenninica: i tetti  ricoperti con  lastre  di arenaria,  i portali e le finestre, i portichetti, le iscrizioni sulle pietre, danno al visitatore la sensazione di fare un  viaggio a ritroso nel tempo. La chiesa, dedicata a San Michele Arcangelo,   edificata  come semplice oratorio nel  1570  e diventata parrocchiale nel 1840, è caratterizzata da due irte scalinate di accesso che separavano, nell'ingresso la luogo Sacro, gli  uomini dalle donne. Altro caratteristico borgo è quello di Chiapporato, un gruppo  di case addossate le une alle altre, databili fra il XVII ed il XIX secolo,  abbarbicate al monte Calvi e raggiungibili solamente  a piedi.  Chiapporato è   il racconto di un'epoca,  un esempio  unico di come un tempo l'architettonica aveva un profondo rispetto  per l'ambiente.  Un intreccio di tetti, viuzze, forni, scritte  sulle pietre  che conservano e trasmettono al  visitatore  un fascino  particolare. Da  segnalare  inoltre i borghi di Casa Guidotti, di Trasserra, con l'antica chiesa dedicata  a San Giovanni Battista, ricostruita nel XVIII  secolo dove sono conservate alcune pregevoli tele settecentesche, infine il Molino delle Mogne, piccolo borgo  del  XVIII  secolo, dove sorge la chiesa  dedicata  a  San Michele Arcangelo, costruita nel dopo guerra a cura  dell'architetto Grisleri.

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