Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere
CASTELLO DI SERRAVALLE

Superficie  Kmq 39,20
Cap. 40050 Pref.telefonico 051

STORIA -  Scarse ed incerte sono le notizie sulle  antiche origini dell'attuale comune di Castello di Serravalle, anche se  il  nome  di alcune delle sue località (Stagnano, Ponzano, Duecentola,  ecc.), ed il ritrovamento di diversi reperti, testimoniano  l'antica presenza romana.Le popolazioni di questo territorio, alla caduta dell'Esarcato di Ravenna, si eressero in comune autonomo (della cui organizzazione purtroppo non si conosce nulla), passando successivamente sotto la  giurisdizione dell'Abbazia di Nonantola. Nel 1200 la zona divenne il teatro principale del dissidio sorto  fra  Modena e Bologna. Seguirono anni di continue scaramucce, per placare  la quali  le due città rivali decisero di affidare la controversia all'arbitrato di Uberto Pretore che,  nel 1204, decise di affidare il priorato di Sant'Apollinare a Bologna.  Il  dissidio però aveva ridotto il  territorio  di Serravalle  in uno stato di miseria e di abbandono tale  che  il Comune  di Bologna,  considerando le tristi condizioni in  cui versavano  i suoi abitanti, decise di esentarli  totalmente dal pagamento di qualsiasi imposta.Dopo un breve periodo nel quale l'imperatore Federico II restituì il priorato di San Apollinare a Modena, nel 1227  i Bolognesi fortificarono notevolmente il castello di Serravalle, nominandone capitano Giacomino da San Lorenzo in Collina (nomina che di fatto anticipa di circa trent'anni la nascita della figura amministrativa del  Capitano della montagna). Tali fortificazioni  furono ulteriormente ampliate nel 1288, nel 1294 e nel 1304, mentre  nel 1295, allo scopo di facilitare i collegamenti con questo castello, venne costruita la strada Crespellano-Serravalle.Il territorio di Serravalle fu visto da Bologna con un occhio di particolare riguardo poiché rappresentava un  prezioso  baluardo contro  gli acerrimi nemici modenesi. Una posizione, non  certo favorevole,  sulla quale si inserirono sia  ex feudatari in cerca di facili rivincite, sia feroci personaggi che operavano a titolo personale  che,  per tutto il XIV secolo,  portò Serravalle  ad essere  teatro  di guerre, violenze e saccheggi.  L'episodio più importante  di questo lungo dissidio  fu certamente la battaglia di Zappolino (15 novembre 1325), nella quale  le milizie modenesi riportarono una grande vittoria sui bolognesi. Le cronache  ci raccontano, con dovizia di particolari, della ferocia di questa battaglia che lasciò sul campo oltre 3000 morti. Da un avvenimen­to marginale legato alla battaglia di Zappolino  è nato il celebre episodio  della "secchia rapita", recipiente che alcuni  soldati modenesi avrebbero sottratto nei giorni successivi alla battaglia a Bologna, da un pozzo fuori porta San Felice. Nel 1401  Giovanni I Bentivoglio inviò a presidiare  i castelli della  zona  alcuni  dei suoi uomini più fedeli:  a  Tiola  venne nominato  Giuliano di Simino Bellucci, a Serravalle Guidotto  di Pietro delle Chiovare ed a Zappolino Masino di Savio Bentivoglio. Papa  Leone  X  nel 1515 concesse i castelli  di Serravalle  e Monteveglio in feudo a Filippo di Cesare Tommaso Castelli, contea soppressa nel 1532 da Papa Clemente VII. Nel  1815 i quattro  comuni presenti sul territorio: Serravalle, Tiola, Ponzano e Zappolino, vennero unificati in un unico comune, che  assunse la denominazione di Serravalle, mutata nell'attuale  il 4 dicembre 1862.

IL BORGO -  Castello di Serravalle fu sede di una potente ed antica  fortezza  le  cui mura avevano una circonferenza di ben 486 metri ed  erano fiancheggiate  da  baluardi e fossato. Accanto ad una delle  due porte d'ingresso alla fortezza vi era la rocca e l'abitazione del castellano,  mentre all'interno delle mura si trovavano  diversi edifici:  il municipio, la chiesa e le abitazioni  dei  militari. Oggi, dell'antico  castello  restano oggi solamente  la Rocca, ricostruita nel XVI secolo e ampiamente rimaneggiata  successiva­ente, e l'imponente porta castellana. All'interno della porta  è conservata  la seguente iscrizione latina: "Nell'anno del Signore 1235.  Questo  palazzo fece costruire Giacomino di S.Lorenzo in Collina,  capitano  di Serravalle". Sotto l'iscrizione  vi  è  un bassorilievo  che  raffigurava un cavaliere  armato  di mazza  e scudo sul quale vi è uno stemma raffigurante un serpente crestato  e due colombi che si baciano. A  Castello di Serravalle è possibile ammirare l'antica  chiesa di Sant'Apollinare nominata  per  la  prima volta  nel diploma di  Ludovico il Pio dell'anno  822.  L'edifico conserva  al  suo  interno una straordinaria  quantità di  opere d'arte tra le quali, sul secondo altare a destra, una "Gloria  di Angeli"  attribuita  a Luigi Samoggia ed una Santa  Lucia (prima cappella  a destra), anch'essa del Samoggia con fregi allegorici eseguiti da Pio Passuti di Bazzano. Gli affreschi che decorano il catino dell'abside della cappella maggiore sono stati dipinti dai pittori  Luigi Samoggia e Alessandro Guardassoni.  All'interno della  moderna chiesa di Castelletto è conservato un dipinto di epoca  tardo-cinquecentesca,  attribuito  al  pittore  Bartolomeo Passarotti, raffigurante la Madonna in trono fra i Santi  Appoli­nare e Rocco,  una Sant'Anna di fattura seicentesca, attribuibile alla scuola di Guido Reni, e una "Madonna col Bambino" del Varot­ti.   Chiude l'elenco  degli edifici ecclesiastici  la  chiesa dedicata a San Pietro Apostolo, originariamente posta all'interno del castello interamente ricostruita nel 1600. La facciata  è stata rifatta nel 1923 su progetto  dell'Ingegnere  Ughi. Sull'altare maggiore è possibile ammirare la pala raffigurante il Santo Patrono, di scuola dei Carracci ed un organo,  costruito nel 1870 da Raffaele Franchini, che gli esperti ritengono uno dei migliori strumenti della  zona.

FAGNANO - Con  l'antica  chiesa di stile romanico dedicata  a  Santa  Maria degli  Angeli nominata fin dal 1150 ed  officiata  dai  Canonici Regolari Lateranensi di Monteveglio. L'edificio attuale,   risul­tato di successivi interventi, conserva parti dell'arcata di  un chiostro a doppio ordine. L'adiacente campanile romanico, ingen­tilito da una quattro bifore, risale all'Undicesimo secolo.  Lungo  la strada che da Savigno conduce a Castello di Serravalle si incontrano diversi borghi  di notevole interesse architettonico. Anzitutto  il nucleo di Tintoria, risalente al XVII  secolo, nota  un  tempo  come Ca' degli Accarisi, divenuto  famoso  per  essere stato la sede di una fiorente lavorazione  pre-industriale di tessuti. Presenta una struttura semplice, risalente  al  XVII secolo, purtroppo ampiamente rimaneggiata. Segue la casa-torre di Casa  Moretti (secolo XVI), uno degli edifici  meglio conservati dell'intera  zona, con diversi elementi architettonici  decorati, in particolare un cornicione sottogronda in laterizio ed  alcune finestre con stipiti in pietra. Passata la località di Ponzano si giunge alla torre di Gavezzano, imponente edificio di origine seicentesca che ricorda gli elemen­ti tipici delle costruzioni urbane, con torre colombaia  decorata in cotto, scala a chiocciola esterna e piccolo oratorio  ricavano all'interno dell'edificio. Da qui, proseguendo lungo il fondoval­le, si giunge al nucleo di Ca' Ceccoli di Sotto (XV secolo), dove si possono  ammirare  diversi frammenti  originali:  mensole  di pietra decorate e finestre in cotto a sesto acuto. Infine trovia­mo  l'edificio  rurale  con torre di Casa  Bertè, con un'antica torre,  stretta  fra i corpi di due edifici  d'epoca posteriore, sulla quale è riportata la data del 1587.

TIOLA -  Fu   sede  di  un castello, dalla strana  forma  triangolare  con perimetro  di 250 metri, residenza di uno degli  otto  capitanati della montagna istituiti dal Senato bolognese nel 1265.  Situato in posizione pressoché  imprendibile il castello di Tiola, che  ha resistito a tante battaglie, non ha retto purtroppo all'incuria degli uomini. Al centro del paese sorge la  chiesa parrocchiale, dedicata  a  San Michele, originariamente posta  all'interno  del castello e restaurata nel 1794. Vi sono conservate  alcune  tele di scuola  bolognese  del XVIII secolo: un  "San  Michele"   del pittore bolognese Sansone ed un "Cristo fra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista" opera del Gessi. Nei pressi di Tiola sorgono l'antico oratorio  di San Salvatore, nominato  fin  dal 1407, e l'edificio rurale di  Case  Ghirardini risalente al XVI secolo.     

ZAPPOLINO -  Il  borgo di  Zappolino fu sede di un importante  castello  dalle imponenti dimensioni. le sue mura avevano  un perimetro  di  ben 950 metri e terminavano da un lato con due baluardi ed una torre e dall'altro con due torri. Al centro del castello sorgevano  poi altre  fortificazioni ed una grande torre. La chiesa parrocchia­le,  dedicata ai Santi Senesio e Teopompo, è  stata interamente ricostruita nel 1958 a seguito del terremoto che nell'anno  1929  fece crollare l'edificio originario.  Il  piccolo borgo di Zappolino è passato alla storia  soprattutto per la cruenta battaglia che vi fu combattuta il 15 novembre 1325 fra  bolognesi e modenesi. I bolognesi, da sempre  fieri  rivali dei conterranei modenesi, non accettando passivamente la  perdita  dell'importante castello di Monteveglio passato  per un tradimento  nelle mani del nemico. Decisero allora di allestire, assieme agli  alleati  romagnoli e fiorentini, un potente esercito  e  di marciare alla volta di Modena. Dal canto suo l'esercito modenese, guidato da Passarino Bonacossa, si attestò nei pressi di Zappolino,  nel luogo dove la vallata faceva una specie di  strozzatura. Lo scontro, violento  e feroce,  avvenne nella  serata  del  15 novembre quando il  poderoso esercito bolognese, composto  da 30.000  fanti e 1.500 cavalieri, venne accerchiato nel  fondo  di una stretta valle nei pressi dei prati di Soletto e di Parvirano. L'esercito modenese, composto da circa 8000 fanti e 2500 cavalie­ri  grazie l'apposto di milizie lombarde, veronesi, ferraresi  e tedesche, ebbe partita facile  riuscendo a spezzare in due tronconi il grosso delle truppe avversarie. Vistosi perduto il coman­dante  delle truppe bolognesi, il capitano del  popolo  Fulcherio  de' Calboni, si dette alla fuga lasciando le sue truppe in balia della ferocia nemica. A battaglia terminata i bolognesi lasciando sul campo  3000  morti e 1500 prigionieri  mentre, d'impeto,  i modenesi riuscirono a conquistare tutti i castelli  della  zona (escluso   Zappolino), arrivando fino alle porte di Bologna,  che non  ebbero il coraggio di attaccare.  Un  avvenimento  marginale legato  alla battaglia di Zappolino stimolò la fantasia di  Alessandro  Tassoni  che  scrisse la celebre  "secchia  rapita", che alcuni soldati modenesi avrebbero sottratto nei giorni successivi alla battaglia da un pozzo fuori porta San Felice.  Nei pressi di Zappolino troviamo: il nucleo di Cuzzano,  località fortificata che presenta particolari architettonici risalenti ai  secoli   XIII e XIV, nonché alcuni edifici settecenteschi  ed  un oratorio;  il palazzo detto le Case Rosse, di origine quattrocen­tesca, il cui toponimo probabilmente deriva dall'abbondante  uso di mattoni a vista. Conclude l'elenco il  nucleo della Torre, con villa  ed edifici rurali settecenteschi, sui quali  è possibile ammirare diversi frammenti architettonici d'epoca precedente.


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