Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere
GAGGIO MONTANO

Superficie  Kmq 58.68
Cap. 40041 Pref.telefonico 0534

STORIA - L'antico  popolamento di queste terre è testimoniato da  numerosi reperti rinvenuti  in località Masonte, fra i quali  un  interessante vaso cinerario contenente 4 monete  romane. Tralasciando  queste antiche origini, di Gaggio Montano si parla per la prima volta  nel  diploma emanato a Pavia il 10 febbraio 753   dal  Re longobardo Astolfo  nel quale viene indicato con  il nome di "Gajum  Reginae"  (cioè bosco, parco o riserva di caccia,  della regina),  riferendosi con ciò alla propria consorte la regina Geltrude.  Nel diploma in questione Gaggio  risulta  essere   il confine delle terre che Astolfo dona al cognato Anselmo, fondato­re  dell'abbazia  benedettina di Nonantola. Dal termine  "Gajum"  alcuni studiosi farebbero derivare l'etimologia di Gaggio.  Per avere  altre notizie certe su questa zona occorre attendere  fino al XIII secolo, epoca nella quale Gaggio passò sotto l'influenza del comune di Bologna. Per la sua posizione strategica di confine questo piccolo borgo montano venne fortificato con la costruzione di  una potente rocca sul sasso che domina il paese. Nel 1307  i conti di Panico, cacciati dai castelli di Cantaglia e di Verzuno, unirono  le  loro milizie con quelle dei Montecuccoli  e  posero d'assedio il castello di Gaggio. Oltre due mesi di strenua resi­stenza fecero desistere  gli assalitori che  si  rifugiarono  a Stagno. Due anni dopo, esattamente nel 1309, venne tentato nuova­mente assalto al castello. Questa volta però  le milizie,  guidate da Tregino da Panico e Guidinello da Montecuccoli riuscirono  con l'inganno ad espugnare il paese. Nel 1313 Bologna ritornò  padrona della rocca  grazie soprattutto alle gesta eroiche  del  capitano Gattino da Gaggio. Nel 1441 il territorio subì  nuovi vandalismi ed  angherie da parte  dei soldati invitati da Papa  Eugenio IV con l'intento  di portare scompiglio nel  territorio bolognese.  Attorno  al XVI secolo, passato ormai il tempo delle contese fra Guelfi e Ghibel­lini e ristabilita la pace, il comune di Bologna smantellò  tutte le fortificazioni e da allora anche questo Comune venne retto  da un  massaro. Gaggio Montano è noto per la presenza, nel corso del XVI secolo, di una importante scuola laica, troviamo infatti  nel 1387 ricordato  tale "Magister Jhoanes, magister  puerorum de Gagio". Ma anche per avere dato i natali ad illustri personaggi, fra i quali Cola Montano (Nicola di Morello Capponi), noto lette­rato,  e Pier Paolo Molinelli, medico e fondatore della  cattedra di  anatomia  presso l'Università di Bologna. Nella storia del comune  di Gaggio Montano trova un posto di rilievo la  nobile  e ricca  famiglia di origine bolognese dei Tanari che  ha  lasciato una traccia indelebile nella storia di questo paese. L'attuale  comune di Gaggio Montano deriva dall'unione, avvenuta nel  1866,  dei preesistenti comuni di Gaggio, Bombiana  e Rocca Pitigliana.

IL BORGO  - Particolarmente  suggestiva la parte vecchia di  Gaggio Montano, arroccata  attorno al maestoso sasso che simboleggia il  paese  e sulla cui  sommità,  nel XIII secolo,  il comune  di Bologna fece costruire  una potente rocca. Nel 1600 l'edificio militare  venne sostituito da una piccola casetta  contenente un orologio.  L'at­tuale  faro  è stato costruito nel 1952 in onore  dei caduti  di tutte  le guerre su progetto dell'ing. Giuseppe  Rinaldi,  allora capo del Genio Civile di Bologna e segretario dell'Associazione Internazionale  per  il cemento  precompresso. Nell'intento del Rinaldi  questo manufatto voleva essere proprio un  esempio,  il primo  nella provincia di Bologna, delle possibilità offerte  da questa nuova  tecnica  di lavorazione del  cemento.  Nel centro storico  del paese possiamo ammirare l'arco  con  stemma  lunato della famiglia Tanari, datato 1563, mentre sulla piazzetta sotto­stante svetta l'elegante arco con stemma gentilizio raffigurante un drago  a  sette teste sovrastato da una  testa d'uomo  dallo sguardo severo e dai lunghi baffi, fatto costruire nel 1564 dalla famiglia Capacelli. Scendendo verso la parte bassa del paese, troviamo la bella casa Pasi, massiccio edificio risalente al  XVI secolo con  portale bugnato ed eleganti finestre contornate  da cornici  in pietra, che rappresenta forse l'esempio più bello  di  architettura  rinascimentale nel nostro Appennino. Infine, nella parte  bassa del paese, sorge il nucleo detto "Lagazzana"  (o  La Gazzana), con voltone di accesso ad una corte interna sulla quale si affaccia un portale quattrocentesco bugnato. La chiesa, dedicata ai Santi Michele e Nazario, venne eretta  fra il  1892  ed il 1897 a cura dell'allora parroco Carlo  Emanuele Meotti sui resti di un più antico edificio del quale resta sola­mente  l'abside  quadrata e parte della navata. All'interno  si possono vedere una pala seicentesca raffigurante la "Madonna  col Bambino ed i Santi Michele, Antonio  Abate  e Nazario"  posta sull'altare  maggiore, i cinquecenteschi quadretti  dei  Misteri del  Rosario che fanno da preziosa cornice  ad  un  bassorilievo ligneo raffigurante "L'incoronazione della Madonna" ed infine gli affreschi  eseguiti nel dopoguerra dal pittore bolognese Luciano Bettini. A lato della chiesa parrocchiale sorge il  quattrocentesco oratorio   di San Giovanni Evangelista (detto anche  "Santa Maria dei Morelli"), ristrutturato attorno al 1855, che  presente al suo interno i resti di un ampio affresco  figurativo di  stile tardo-gotico. In località Ronchidoso, luogo molto bello e panoramico posto  ad alcuni chilometri  da Gaggio, sorge il santuario dedicato  alla Madonna  degli  Emigranti eretto nei primi anni  del secolo  dal parroco Carlo Emanuele Meotti. Poco prima del santuario si erge il  Memoriale della brigata partigiana "Giustizia  e  Libertà",  monumento inaugurato 2 luglio 1972 da Ferruccio Parri che ricorda la nascita di questa formazione partigiana, avvenuta il 24 giugno 1944.

ROCCA PITIGLIANA  - Diversi storici hanno parlato  dell'esistenza in questo luogo di un castello il cui perimetro potrebbe essere stato quello formato dall'attuale facciata della chiesa e dalla contigua casa-torre.  Caratteristica  del castello di Rocca Pitigliana, del quale  purtroppo  non resta più nessuna traccia, erano le  gallerie  nella roccia,  ancora visibili, che conducevano all'interno della  for­tezza. La chiesa, dedicata a San Michele,  posta sopra un piccolo  promontorio di roccia, è ricordata  fin dal 969 come importante pieve,  dalla quale dipendevano  otto parrocchie (bolla del  Papa Eugenio  III del 1148). L'edificio originario, che ha subito nel tempo  diversi  interventi di  restauro, conserva interessanti caratteristiche  architettoniche,  in particolare  uno strano campanile,  costruito  sopra una roccia nel 1696, che  raggiunge l'altezza  del tetto della chiesa creando in questo modo un com­plesso assai curioso.  Durante  tutto  il Medioevo Rocca Pitigliana fu luogo  di  grande importanza strategica per la sua posizione di dominio e controllo che aveva sull'adiacente strada che, salendo lungo la valle  del Lavino, collegava Bologna con Pistoia. Nelle vicinanze del paese sorge la torre di Montefrasco (secolo XIII), recentemente restau­rata, che presenta diversi elementi architettonici di rilievo fra i quali alcuni  portali posti su piani diversi, finestre,   feri­toie  ed un elegante cornicione sottogronda a dente di sega  sor­montato  da una  piccola finestrina a sesto acuto. Questa torre faceva parte probabilmente del sistema difensivo legato  al  ca­stello di Rocca Pitigliana.

PIETRACOLORA - In  questo  paese esisteva anticamente un castello  di proprietà della nobile famiglia toscana dei  Barbetti.  Attorno  all'anno mille l'edificio passò sotto il dominio degli Andalò diventando, circa un secolo dopo, possedimento dei conti di Panico. Purtroppo ogni traccia di questa fortificazione  è andata irrimediabilmente perduta.  La chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Lucia, è menzionata fin dal 1300 mentre l'attuale edificio è il frutto  della ricostruzione effettuata  nel 1957 su progetto  dell'architetto Marchetti.  Nei pressi di Pietracolora troviamo il nucleo della Rimasina (secolo XV), con torre munita di cornicione a dente  di sega  e finestre a lunetta nella colombaia. Particolare curioso sono gli angoli della torre che risultano protetti, contro  le incursioni dei topi, da  coppi vetrificati.
 
BOMBIANA -  Paese di antichissime origini, Bombiana risulta donata alla Mensa vescovile di Bologna fin dal 534, come si può leggere  in  una bolla pontificia emanata il 23 marzo 1073. Dal XIII fino a  tutto il XVI secolo Bombiana divenne possedimento della famiglia Gozzadini.  Nei pressi del paese si possono vedere gli ultimi  resti  delle fortificazioni medioevali facenti parte dell'antica fortez­za detta Castel Leone.  Nella piazza del paese, al centro della facciata di un edificio, troviamo un portale   di notevole bellezza e maestria costrutti­va,  realizzato  in un unico blocco di arenaria  con un'apertura vale sull'architrave. La chiesa originaria,  sita  all'interno della fortezza di Castel Leone, venne completamente distrutta nel XVI secolo, così la sede parrocchiale fu  trasferita  all'interno dell'oratorio dedicato a Santa Maria, restaurato verso la  fine del XVIII secolo e dedicato a San Giacomo. La chiesa, a causa  di un cedimento del terreno, risulta inagibile e chiusa  al culto. All'interno vi erano conservate alcune tele  seicentesche ed una preziosa Madonna in terracotta  di fattura settecentesca.  Nei pressi  di Bombiana, in un luogo ancora da definire,  sorgeva  un "Hospitale"  dedicato a San Michele a favore del quale Matilde di Canossa, il 9 agosto 1098, concesse un'ampia estensione di terre­no, essendo diventato un importante punto di ristoro per i  viag­giatori  che percorrevano  la vicina strada transappennina di collegamento fra Bologna e la Toscana.  Bombiana è nota per avere dato i natali a Pier Paolo Molinelli (1702-1764), medico e fonda­tore della cattedra di anatomia dell'Università di Bologna. Alcuni  chilometri  prima del paese,  deviando  sulla  sinistra, troviamo il piccolo nucleo della Guanella, antico borgo risalente al  XV  secolo, da cui si gode uno splendido panorama.  La prima costruzione  che  si incontra, evidenziata da un arco esterno  a coronamento della facciata, pare fosse un carcere ed un luogo  di giustizia. Proseguendo  oltre  è possibile troviamo una torre cinquecentesca, purtroppo in pessime condizioni, ingentilita  dai decori delle riquadrature dei portali e delle finestre.

SANTA MARIA VILLIANA -  Piccola  località che sorge lungo la strada che da Marano  sale verso il Capoluogo. Vi troviamo la chiesa  dedicata a Santa Maria Assunta, già presente fin dal XIV secolo, elevata al rango  di parrocchiale  nel 1411. L'edificio venne ampliato successivamente nel 679  ed interamente ricostruito nel 1949. Sulla vetta  del   vicino Monte  Croce furono trovati fondi di capanne risalenti dell'Età del Bronzo (1500-930 a.C.).

AFFRICO - Località  nominato fin dal 975 che fu sede di un castello   e  di un'importante pieve alla quale erano sottoposte ben sette chiese. Nel  1223 Affrico era diviso in due parrocchie: una dedicata  a Santa Maria  e San Giovanni Battista e l'altra  dedicata  a  San Lorenzo,  presente all'interno del castello, oggi declassata   a semplice oratorio. Pare che le due parrocchie venissero unite nel 1528.  L'attuale  edificio di culto, che sorge  pochi chilometri prima  del  paese, è stato costruito nel 1741  sui  resti  della precedente chiesa distrutta nel  1677 da  una  frana. Presenta un'architettura assai semplice, caratterizzata da un'ampia faccia disadorna,  la  cui volumetria è  spezzata  dall'alto  campanile costruito nel 1701.  Di particolare interesse architettonico è l'edificio  fortificato del  Castellaccio,  si tratta di   massiccia costruzione  cubica dall'imponente volumetria le cui mura si affacciano a strapiombo su  di  un'alta parere rocciosa. Il nucleo, che  risale  al  XIV secolo, presenta un  balchio a doppia rampa ed una torre quattro­centesca,  nonchè un  piccolo oratorio dedicato a  San  Lorenzo edificato  nel  XII secolo e dotato di meridiana.   Proseguendo oltre, si giunge al   borgo del Palazzo d'Affrico,  con edifici originari del  XV  secolo la cui costruzione è  da attribuirsi all'opera dei famosi maestri comacini. Conserva ancora i resti di tre  torri fra le quali, la più antica, risulta  essere  quella prospiciente alla piazzetta (secolo XV). Nel 1500 divenne la sede della   Contea istituita  da Papa Clemente VII  a favore della nobile famiglia bolognese dei De' Grassi.



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