Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere
MARZABOTTO

Superficie  Kmq 74
Cap. 40043 Pref.telefonico 051

STORIAAnticamente  questo territorio fu abitato  dagli Etruschi che  vi costruirono, fra il VI ed il IV secolo a.C. sul pianoro di  Misa­no, una importante città  chiamata convenzionalmente Misa.  Questa città è probabilmente l'unica, fra quelle rinvenute, che conserva ancora  leggibile il tracciato urbano. Una   rete di strade  per­pendicolari  fra di loro, che delimitavano le "insulae" entro  le quali  sorgevano gli edifici, i templi e le officine. Attorno  al IV secolo a.C. la città venne completamente distrutta dei  Galli Boi. Più  difficile è  stabilire invece la nascita dell'attuale  ambito territoriale facente capo al  comune di Marzabotto che  risulta essere  l'espressione  di un lungo travaglio  storico  fatto  di continui aggiustamenti mutazioni. Attorno all'anno  Mille  la  zona divenne feudo dei conti di Panico, possedimento  confermato nel 1221 dall'imperatore Federico II  a favore del conte  Ugolino di  Panico. Successivamente la zona  venne divisa tra i  numerosi rami della stirpe dei Panico che mantennero comunque i un  forte vincolo famigliare, costituendo una casata potente e  bellicosa,   la  quale per lungo tempo rappresentò  l'anima della fazione  ghi­bellina contraria al comune di Bologna.   Tra il XIV ed il XV secolo questa zona, dopo cruente lotte, passò definitivamente sotto il dominio di Bologna che, nel 1376 con  la nascita  dei vicariati, unì questo Comune a quello  di   Caprara. Nel 1557  il territorio venne smembrato in  4  Comuni autonomi: Canovella  con  Folesano; Casola con Ignano, Stanzano  e  Sirano; Luminasio con Medelana; Caprara con Sperticano, Salvaro,  Malfol­le, Venola e Panico. Occorre  attendere fino al 1810 per vedere l'intero   territorio unificato  con  il nome di Canovella ed aggregato al  cantone  di Vergato. Successivamente il capoluogo comunale venne spostato  a Caprara mentre l'assetto del territorio mutò nuovamente con  la costruzione della strada porrettana che fece aumentare enormemen­te l'importanza dei centri posti lungo il fondovalle. Il 2 luglio 1882 Marzabotto divenne capoluogo del comune. Marzabotto  è ristemente noto per la barbara strage compiuta nei primi  giorni di ottobre del 1944 dai nazisti comandati da Walter Reder che trucidarono 1830 persone. Per questi fatti il Comune di Marzabotto è stato insignito della medaglia d'oro al valore militare conferita il 25 settembre del 1949 dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

IL BORGO  -  Nella cripta della chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Giusep­pe  e  Carlo inaugurata nel 1959,  è  posto   il  Santuario  dei Caduti.  Poco fuori Marzabotto, sul pianoro di Misano,  sorge  il  Museo Archeologico  dedicato a "Pompeo Aria"  dove  si  possono  ammirare i reperti rinvenuti durante gli scavi eseguiti presso la città  etrusca di Misa. Questa città  era il perno di  un  potente sistema economico basato sulle città di Misa, Felsina, (l'attuale Bologna) e Spina all'epoca in cui gli etruschi, perduto il domi­nio sul Tirreno, si spostarono verso l'interno. L'acropoli  della città comprende tre templi e due altari mentre sono ancora  ben visibili le strade principali con l'accurata canalizzazione ed  i larghi marciapiedi laterali per i pedoni, le fondamenta di  nume­rose case ed  i resti di una grande fonderia per il bronzo. La necropoli  posta ad oriente è  caratterizzata da tombe a cassa formate  da lastroni di travertino con tetto a doppio spiovente. Infine. nei pressi dell'acropoli  è visibile il pozzo di decanta­zione, uno dei più  antichi impianti idraulici dell'Italia setten­trionale, utilizzato per  le fornaci. Un'altro impianto idraulico si trova a nord della città   collegato ad un piccolo tempio.  Prima  del  Capoluogo, deviando sulla sinistra,  si  trovano  gli edifici rurali di Stanzano di Sopra, di origine cinquecentesca, e di Stanzano di Sotto, risalente al XV secolo, dotato di balchio e  portale quattrocentesco  con stemmi e simboli comacini a  stella. Di pregio una  finestra decorata con lo stemma dei Bentivoglio ed un  architrave con l'emblema della Casa D'Angiò. Sul  versante destro  della Porrettana troviamo altre due  località  dal  nome simile,  Cuppio  di  Sotto, il cui nome deriva da  "cuppis" cioè coppo  e  che presenta una villa seicentesca  sovrastata da  una torre  colombaia ed un oratorio  dedicato a San Pietro in  Vincolis, e Cuppio di Sopra borgo ben più antico e di grande  valore storico-architettonico,   con i resti di una casa-torre  databile attorno al XII secolo al cui piano terra si apre un grande porta­le con arco a tutto sesto e contrarco interno a sesto  ribassato. Oltrepassato Marzabotto di particolare bellezza il borgo fortificato della Murazza, antico nucleo chiamato in origine Rocca delle Bedolete, che presenta ancora  tracce della cinta murata,  alcuni  portali ed una torre duecentesca con portale di accesso posto  al primo piano. Altri borghi di rilievo architettonico sono  Albare­da, una casa-torre del XIII secolo con muratura ad "opus quadra­tum" ed alcuni portali d'accesso coevi ed il borgo della Quercia, che fu attorno al XVI secolo divenne sede di contea.

PANICO - Fu  la  sede della potente famiglia dei conti Panico,  della  cui roccaforte  purtroppo non resta nessuna traccia.  Unica  testimo­nianza  di  questo  glorioso passato Š la pieve  di  San Lorenzo Martire,  già presente nel X secolo. L'attuale edificio, risalen­te  alla metà  del XII secolo e interamente costruito in conci  di arenaria ad "opus quadratum", presenta  tre navate con copertura a capriate lignee ed abside semicircolare senza cripta. In alcuni capitelli è riportato stemma della famiglia Panico (il leone  con un fiore all'occhiello). Al suo interno  è conservato un impor­tante dipinto cinquecentesco,  attribuito a  pittore Bartolomeo Cesi, raffigurante  San Lorenzo in primo piano e sullo sfondo un bel paesaggio appenninico.

MALFOLLE -  La chiesa dedicata a Santa Maria Assunta e Sant'Antonio da  Padova,  è stata interamente ricostruita nella seconda metà  del  XVI secolo.  All'interno un'interessante tela raffigurante il Croce­fisso attribuito alla scuola del Reni. Nella vicina località  di Bezzano sorge un antico oratorio dedicato a San Nicolò, databile attorno  al 1360, è  costituito da una piccola abside con tetto  a capriate lignee  sormontato da un campanile a vela  che  avrebbe ospitato, fin dal 1366, una campana fusa del celebre  fonditore Martino. All'interno sono presenti alcuni affreschi,  purtroppo in un cattivo stato di conservazione, eseguiti fra la  fine del Trecento ed i primi del Quattrocento nei quali sono riconoscibili affinità  con i grandi maestri operanti a Bologna in quell'epoca.

MEDELANA -  Al centro di Medelana troviamo la  chiesa dedicata alla  Madonna, ricostruita nel 1889 al posto di un vetusto edificio già presente fin  dal  1300, al cui interno è conservata  una pregevole  tela raffigurante "L'Assunta", attribuita a Antonio da Panico, allievo dei Carracci. Nei pressi di Medelana di pregio il nucleo quattro­centesco del Casamento, complesso edilizio di notevoli dimensioni con alcune finestre decorate ed il borgo della Costa (secolo XV), dove nel 1764 furono rinvenuti diversi oggetti del periodo Villa­noviano,  vi  si possono ammirare alcune  finestre  con mensole concave  ed una lapide che riporta la scritta " Mariano/  già de  mi/ chelo da/ la costa/ fece fare/ MDLXXXVIII".

LUMINASIO -  Piccolo  borgo che dista  pochi chilometri da Marzabotto, con  la chiesa  dedicata  a Santa Maria Assunta, nota fin dal  1378  come Santa  Maria delle Banzole. Al suo interno è conservata una  tela  raffigurante  la "Madonna col Bambino e Santi",  della  pittrice Lucia Torelli.  Nei pressi di Luminasio si trovano diversi nucleo di particolare pregio architettonico, fra questi  il nucleo  me­dioevale  di Rio, uno fra i più interessanti  esempi di  edilizia fortificata  della  montagna. Conserva una  torre  cinquecentesca pressochè‚ intatta con porta d'ingresso al primo piano, che  reca incisa  la data di costruzione ed una croce scolpita in rilievo. Su   un'altro architrave è  leggibile  la scritta   "adi   21 de....1518".  Particolarmente elegante il cornicione sottogronda del  tetto  con  resti  di  decorazioni pittoriche  geometriche.  Sull'adiacente edificio, che risulta essere più  antico, è  ripor­tata  la   scritta "fe polo  1463". Il nucleo   di  Ca'  Zanetti, risalente  al XV secolo, di eccezionale   valore  artistico  con diversi  architravi  scolpiti. In uno di questi  è  ricordato  il committente  e l'anno di costruzione dell'edificio: "Agustino  fe  fare del 1512". Assai bizzarra l'incisione che troviamo su un'al­tro  portale realizzata mescolando assieme cifre arabe e  romane,  così  al posto del 1500 troviamo uno stranissimo "IV00". In un'al­tro  edificio è presente un balchio con  architrave  decorato  a rilievo secondo la ben nota simbologia comacina, ed inoltre   una torre  trecentesca con finestra monolitica ad arco a sesto acuto  decorato.  Il piccolo nucleo di Frascarolo, con edifici   del  XV secolo,  ancora  in parte ben conservati, caratterizzati  da  una finestra  tamponata sulla quale sono scolpite a bassorilievo  una stella a sei punte, un quarto di luna ed una mano con l'indice ed il  pollice aperti. Infine l'edificio rurale di Ca' Amadesi dove troviamo  un architrave decorata con rosa comacina e data 1501  e una  finestra scolpita con il nome del committente "Amadesio  di/ Amadesi F.F."

MONTASICO -  Abbandonando  la  Porrettana in località Pian di Venola  si  sale verso l'antico  nucleo di Montasico, che presenta alcuni  edifici di  rilievo, fra i quali i resti di un  castello,  unico rimasto delle numerose fortezze che difendevano la contea  dei   Panico. Tale castello divenne successivamente sede dei Conti di  Montasi­co,  mentre  nel 1475 venne interamente ristrutturato  dal  Conte Silvestro  de Boatieri che vi fece costruire  anche  un  piccolo oratorio dedicato ai Santi Pietro e Andrea. L'edificio, del quale  si hanno notizie  fin dal 1116,   è  ridotto oggi   ad  un  solo  piano,  con  corte centrale ed imponente ingresso sovrastato  da bertesca, a fianco del portale di trova un frammento di architra­ve  che  reca  lo stemma dei Volta. Nella zona  di  Montasico  si trovano  diverse case-torri che facevano parte probabilmente   di un'unica struttura difensiva, fra  queste Ca' Barbetti, di origi­ne  trecentesca con sovrastrutture risalenti al 1400; Il Monzale  edificio che  probabilmente faceva parte del  sistema  difensivo facente capo al castello di Montasico, con finestre in cotto  del XV secolo; l'edificio della Costa, di fattura quattrocentesca con  finestra decorata da un cerchio raggiato ed una torre del  1500; infine  l'oratorio della Croce, dedicato a Sant'Antonio Abate  e Santa Liberata ricostruito attorno al Settecento sui resti di un  edificio preesistente

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