Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere
MONGHIDORO 

Superficie  Kmq 48,20
Cap. 40063 Pref.telefonico 051


STORIA - Il territorio di Monghidoro fu attraversato fin dall'epoca romana da un'importante strada di collegamento fra Bologna e Firenze, sul cui possibile tracciato sono state avanzato diverse e contrastanti ipotesi. Alcuni studiosi fanno derivare  il toponimo Monghidoro da "Mons Gothorum", cioè monte dei Goti, riferendo questa ipotesi agli avvenimenti del lontano anno 542 quando, il Re goto Totila, costretto a desistere dall'assedio di Firenze, ritirandosi nel Mugello difese accanitamente i valichi appennini­ci dagli assalti delle truppe Imperiali. Da qui l'ipotesi della presenza di un presidio goto a difesa del valico appenninico della Futa. La zona venne poi occupata dai Longobardi, la cui presenza suffragata anche dall'origine di alcuni toponimi della zona, quali Valgattara = Vallis Guaytarie, dove Guaita deriva dal germanico Wahta = guardia, sentinella, e Roncastaldo = Runcus Castaldi, da Gastaldo funzionario longobardo che amministrava le  proprietà regie. Successivamente l'intero territorio passò sotto il dominio dei conti Ubaldini di Loiano. Attorno al XIII secolo Bologna, asse­statasi internamente, cercò di impossessarsi di questa zona, importante sia dal punto di vista della viabilità, sia da quello  della sicurezza. Monghidoro infatti rappresentava un baluardo non solo contro la nemica Firenze  ma contro chiunque  avesse voluto minacciare la Città attraverso la Toscana.
Nel 1246 il comune di Bologna fece costruire, in località Scari­calasino (luogo  dove i mulattieri facevano riposare gli animali, alleggerendoli del carico dopo l'impervia salita), un potente  castello che divenne il centro principale dell'intero distretto amministrativo, sede prima di podesteria e poi di vicariato. Se Scaricalasino fu il  centro del distretto civile, Monghidoro divenne il centro  di quello ecclesiastico. Infatti dalla sua pieve, dedicata a Santa Maria, dipendevano le parrocchie di Vergiano, Lognolo, Caprenno, Pietramala, Fradusto e Frassinico (o Frasincò). Tutto ciò fino al 1806 quando, a seguito delle disposizioni napoleoniche, la pieve di Santa Maria venne soppressa e la giurisdizione venne trasferita presso la chiesa di San Michele ad Alpes di Scaricalasino.  La storia di quest'ultima chiesa è assai singolare: essa infatti venne costruita per volontà di Armaciotto (o Ramazzotto) dei Ramazzotti, nato a Monghidoro nel 1444, con lo scopo di farsi perdonare delle atrocità commesse nel corso della sua lunga carriera di soldato di ventura al soldo dei più potenti signori dell'epoca: Lorenzo il Magnifico, Ferdinando II di Napoli, la famiglia Bentivoglio ed il Papa  Leone X. Tale chiesa venne affidata ai padri Olivetani di San Michele in Bosco di Bologna che ne conservarono il diritto fino ai primi anni del 1800.  Il governo Napoleonico istituì dapprima il Cantone di Scaricala­sino, comprendente 34 comuni: Scaricalasino, Brigola, Castel dell'Alpi, Campeggio, Cassano, Cedrecchia, Creda, Fradusto, Gabiano, Gugliara, Gragnano, Lagaro, Lognola, Loiano, Monte Acuto, Monte Acuto Ragazza, Monte Fredente, Qualto, Querceto, Pian di Setta, Ripoli, Roncastaldo, Montorio, Scanello, Stiolo, Valgattara, Valle di Sambro, San Benedetto, Vergiano, Zaccanesca, Monte Renzo, Sassuno e Vignale. Successivamente parte di questi comuni, e fra questi  anche Monghidoro, confluirono nel Cantone di Loiano. Il  comune di Monghidoro, così come lo conosciamo oggi, è  nato nel 1810.

IL BORGO - A Monghidoro si trovava  l'antica ed importante  chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, ricordata fin dal 1256,  purtroppo intera­mente demolita. L'attuale edificio di culto è stato costruito nel 1951 su progetto dell'architetto Vignali. All'interno è presente una bella tela raffigurante l'Immacolata con i Santi Petronio e Dionisio, opera del pittore Antonio Burrini (1685).  L'antica e nota  chiesa dedicata a San Michele ad Alpes, voluta da Armaciot­to Ramazzotti attorno al XV secolo,  è stata completamente di­ strutta nel corso della seconda guerra mondiale. Presso la canonica della chiesa di Monghidoro  sono raccolte  pregevoli opere d'arte sacra provenienti  sia dalle chiese del  territorio in stato di semi-abbandono, sia dalla munificenza e dalla pietà di privati cittadini. Per visitare questo piccolo gioiello  occorre rivolgersi al parroco. Non è un  caso che questo museo sia sorto proprio a Monghidoro, infatti sono numero­si gli edifici di culto presenti sul territorio del comune, fra  questi  ricordo: San Procolo di Fradusto nominata fin dal XIII secolo distrutta dalla guerra e ricostruita nel 1954; Santa Maria  Assunta di Gragnano ricostruita nch'essa nel 1927 che conserva  sull'altare maggiore una copia  di una tela affigurante l'Assun­ta dell'Albani, con i Santi Pietro e Donato di Lognola, di fattu­ra ottocentesca; la Beata Vergine del Rosario di Piamaggio; l'antico oratorio dedicato a San Lorenzo  ampliato nel 1883 e dedicato alla Beata Vergine di Pompei; la chiesa di San Donnino di Stiolo  il cui edificio risale al 1500;  Sant'Andrea di Valle Savena  eretta nel XIV secolo con all'interno alcune tele sette­centesche  di scuola bolognese ed infine l'edificio di culto di San Bartolomeo di Valgattara ricostruita nel 1940.

CAMPEGGIO - Antichi documenti fanno derivare l'etimologia di campeggio dal nome di una famiglia di colonizzatori romani "gens Campetia", ciò secondo l'usanza romana di dare come paga o riconoscimento ai propri soldati parti del territorio conquistato. Le entità  fon­diarie così costituite venivano indicate  generalmente con il nome del proprietario o della famiglia (gens), usato in forma aggettivale. Campeggio è un nucleo di notevole interesse dove è possibile ammirare la chiesa Parrocchiale dedicata a San Prospero  costruita nel 1889. La notorietà  della chiesa di Campeggio si deve soprattutto alla presenta della "Grotta di Lourdes", fedele riproduzione della celebre grotta dei Pirenei fatta costruire nel 1923 dal Canonico Don Augusto Bonafè. Il sacerdote aveva avuto la grazie di essere compagno di pellegrinaggio di un infermo, Averardo Bianchini che, recatosi a Lourdes, vide la propria devozio­ne ricambiata dalla Madonna con un'immediata e prodigiosa guari­gione. Diventato parroco di Campeggio, Don Augusto Bonafè non dimenticò la vicenda e riuscì a ricreare  all'interno della grande cappella sulla destra della chiesa una copia fedele anche nei più piccoli dettagli della grotta di Masabielle, compresa la vasca e la statua raffigurante Santa Bernadette in preghiera. Il complesso è stato realizzato dall'artigiano bergamasco Guelfo Ravasio. Molto bello l'antico santuario della Madonna dei Boschi, dedicato alla Beata Vergine  di San Luca, eretto nel 1680 per onorare un'immagine della Madonna di San Luca già presente in un vicino pilastrino fin dal 1615. All'interno sono conservate alcune sculture realizzate nel 1785 da Antonio Gamberini. Inoltre, nei pressi di Campeggio, si trova l'antico nucleo di Ca' di Francia,  del XIII secolo, che presenta una elegante loggetta  con  capi­tello scolpito.

VERGIANO - Nucleo di notevole valore ambientale e storico risalente al XVII secolo presenta architrave datato 1537. La chiesa parrocchiale, dedicata a Sant'Alessandro, è stata interamente ricostruita fra il 1879 ed il 1911  sui resti di un precedente edificio. Nel pressi di Vergiano sorge l'edificio rurale di  Mamietto, con scolpito su un'architrave una croce iscritta in un cerchio, ed  annesso oratorio risalente al XVIII secolo. Da segnalare inoltre la cinquecentesca casa-torre della Torre;  il nucleo di S.Andrea Val Savena  che presenta strutture e caratteri tipici del XVII  secolo; l'antico nucleo di Valgattara (secolo XVI), dove si erge l'edificio detto della "Piazza", costruito nel 1685; ed infine il nucleo di Stiolo con la chiesa dedicata a San Donnino, di origine antichissima, ricostruita nel 1563

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