Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere
MONTERENZIO

Superficie  Kmq 105,35
Cap. 40054 Pref.telefonico 051

STORIA -   Sul  massiccio montuoso di Monte Bibele, esattamente in  località Pianello  di Monte Savino, sono stati rinvenuti i  resti  di  un villaggio  Etrusco-Celtico e cui origini risalgono al IV  secolo a.C. Altra importante testimonianza di questa antica presenza  è il sepolcreto di Monte Tamburino, una cima minore di Monte Bibe­le,  dove  sono state scoperte   ben 75  tombe.  Questi  preziosi insediamenti furono  completamente distrutti in  epoca  romana, probabilmente durante i lavori di costruzione della via Flaminia Minore, importante arteria nata a scopo militare per collegare la zona centrale della pianura Emiliano-Romagnola con la Toscana. La strada nasceva ad occidente di Claterna e, percorrendo il crinale fra l'Idice  ed il Sillaro: "..valicava l'Appennino  ai  passi della  Raticosa e della Futa o tramite la conca di Firenzuola  ed  il  valico di Osteria Bruciata o del Giogo. Nel versante  Toscano la via procedeva per il Mugello e il Casentino...". Nell'alto Medioevo il territorio risulta diviso in "curtes", aree geografiche  di estensione diversa  sottoposte all'autorità  di famiglie  nobili. Il signore della "curtes", oltre alla  gestione economica delle  terre, si occupava anche della  giustizia.   La Corte, che si configurava principalmente come un'azienda agrico­la, era divisa al suo interno in due settori: la parte  padronale e  la cosiddetta "massaricia", abitata dai coloni che  lavoravano il  podere. Nei primi anni del secolo XI  il castello e la corte di Monterenzio passarono sotto il dominio di alcune note famiglie nobili, fra i quali spicca il potente casato dei Canossa, marche­si di Toscana. Attorno all'anno 1000 Monterenzio fu dominato dai conti Ubaldini di  Loiano che  governarono coadiuvati da una serie  di  vassalli minori. Nell'anno 1276 anche gli  Ubaldini furono costretti, loro malgrado, a sottomettersi allo strapotere del Comune di  Bologna che provvide  immediatamente a fortificare l'intera  zona, dove già  esistevano gli importanti castelli di: Monterenzio,  Bisano, Pizzano e Rocca Malapasqua. Nel quadro degli scontri e delle dispute esistenti fra Bologna  e Ferrara,Monterenzio  sub nel 1229 il saccheggio da  parte delle truppe del marchese Azzo d'Este. Durante l'Ottocento, dopo diverse riorganizzazioni amministrati­ve,  il comune di Monterenzio arrivò ad avere l'attuale  assetto  territoriale.

IL BORGO -  A Monterenzio  esisteva  un'antica chiesa, a  dedicata  a  Santo  Stefano,  già menzionata nelle decime del 1300  e   completamente distrutta nel corso dell'ultima guerra. L'attuale chiesa parroc­chiale, dedicata a Cristo Re,  è  stata costruita nel 1930 a  cura dell'architetto  Belletti. Molto bello il cinquecentesco  palazzo Frontini, già di proprietà della famiglia Tanari,  con portale ad arco datato 1599.  Nella  piazza principale di Monterenzio si trova il museo  civico "Luigi Fantini" che  documenta un arco di tempo che, dall'Età  del Bronzo  e del Ferro, arriva fino alla civiltà etrusco-celtica ed alla colonizzazione romana. Il materiale esposto  è diviso  in quattro sezioni: la prima, dedicata alla pre-protostoria, presen­ta rari campioni mineralogici e fossili, alcuni strumenti  litici del  periodo Paleolitico ed un  interessante  corredo funerario d'epoca villanoviana. La seconda sezione è  basata sui   materiali rinvenuti negli scavi di Monte Bibele, insediamento che evidenzia l'importanza  che  ebbe questa vallata durante   l'epoca  tardo-etrusca. Nell'esposizione si è cercato di ricostruire, attraverso i  numerosi  attrezzi rinvenuti  (vasellame,  zappe,  falci, fusaiole), quelle che furono le principali attività degli antichi abitanti del  villaggio. Si prosegue poi con l'età romana, per chiudere  con  la sezione medioevale-moderna,  caratterizzata  da numerosi documenti e fotografie. A  questo punto è  d'obbligo una visita all'area archeologica  di Monte Bibele, per raggiungere la quale occorre  proseguire lungo la  Via Idice fino alla località  San Benedetto  del  Querceto e svoltare  a destra  in  direzione Quinzano.  In corrispondenza dell'area archeologica  esiste una piazzola per il parcheggio  da dove parte un sentiero ad anello che consente di visitare l'inte­ra area. Percorso un chilometro circa  ecco il villaggio Etrusco, le  cui  origini risalgono al IV secolo a.C. quando,  a seguito dell'invasione  dei  popoli Celtici, le popolazioni  Etrusche si ritirarono lungo i crinali appenninici. Il villaggio si presenta come una serie di piccoli gruppetti di casupole, disposte   su diversi terrazzamenti artificiali e delimitate da strade  acciot­tolate.  Gli archeologi hanno riportato alla luce una quarantina di  case, costituite da un unico vano quadrangolare delle  dimen­sioni di circa 25/30 cm, con  muri perimetrali piuttosto spessi e pavimento in terra battuta. Alle strutture abitative si affianca­no poi alcuni edifici di uso collettivo, fra questi una  cisterna per  la  captazione dell'acqua sorgiva della capacità  di 80.000 litri.  Grande è la suggestione  che si prova nell'aggirarsi  fra i resti di quelle che furono le case dei nostri  antenati etru­schi, un popolo raffinato, di grande cultura, che abitò il nostro Appennino duemilatrecento anni fa. Terminata la visita all'abita­to,  l'itinerario prosegue verso Monte Tamburino dove,  lungo  il pendio nord-occidentale  della montagna, è stata scoperta una necropoli. All'interno  di alcune delle 133 tombe  portate alla luce  sono stati rinvenuti interi corredi funerari: elmi, spade, ciotole, bicchieri e fibule in bronzo.  Dalla necropoli infine si ridiscende, attraverso uno splendido castagneto, verso la piazzo­la di partenza.  Nei  pressi del Capoluogo  si possono ammirare alcuni edifici di pregio: La Torre, considerata L'antico centro di Monterenzio,  un eccezionale esempio  di  costruzione duecentesca molto  simile strutturalmente  alle case-forti, presenta aperture originarie  e tre portali sulla facciata, uno a piano, sfalsati fra  di  loro, una  feritoia  al primo piano ed una finestrella al  secondo.  La casa-Torre della  Valle,  con scolpito su di  una  finestra due stelle concentriche  a sei punte iscritte in un cerchio,   e su un'altra   una  serpe  nell'atto di attraversare  un anello. La  duecentesca casa-torre  di  Ca' di Piò,  pressochè‚ intatta nelle sue strutture  essenziali, che costituisce un raro esempio  del passaggio  fra il castrum e l'abitazione civile. Ha il parametro murario  ad "opus quadratum" ed un  portale di accesso  al  primo piano,  mentre sono ancora visibili i fori per l'immissione dei palancati per i ponteggi mobili.

BISANO -  Caratteristico borgo, nominato per la prima volta nell'estimo del 1204,  sede  di   castello e successivamente  di  podesteria.  La chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Alessandro (dedicazione  che risale al 1550 circa in sostituzione di quella precedente a Santa Croce), è  stata  interamente ricostruita nell'anno 1893.  Nei pressi di Bisano troviamo l'oratorio dedicato ai Santi  Sebastiano  e Rocco, edificato nel 1510 dalla famiglia di Giovanni delle Donee. La casa Cella, edificio signorile appartenuto nel Quattro­cento al nobile Giacomo di Gottifredo che conserva le caratteristiche  architettoniche originarie. Assai rara l'entrata, costi­tuita  da una piccola corte murata attraverso la quale si  accede  ad un  loggiato su cui si apre un portale datato 1479 con  archi­trave   decorato da un cartiglio e da una cornice con  motivi ad  ovali.  Sul portale d'ingresso dell'adiacente edificio adibito  a  mulino è  scolpito uno scudo con al centro una croce, due stelle e dei gigli con a lato le chiavi incrociate, segno della possibi­le appartenenza di questo edificio alla chiesa. La casa-torre  di Rio, con portale a sesto ribassato databile attorno al duecento; l'edificio di Lavacchiello, citato in un documenti del 1315,  con  due balchi appaiati e portale scolpito, mentre sui lati Est e Sud dell'edificio sono ancora visibili tracce di alcune bertesche. Il nucleo La Guarda, databile attorno al XIII-XIV secolo, con torre cinquecentesca  che  presenta  lo  stemma dei  Conti di  Loiano, infine   l'edificio rurale di Ca' di Buganè con elegante  portale quattrocentesco.

CASSANO - Anche   questo  paese  fu sede di un  importante  castello  fatto costruire nel 1290 da Bologna. La chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria, compare già negli elenchi del 1300 assieme ad un'al­tra  intitolata a San Damiano e scomparsa in  epoca  imprecisata. L'attuale  edificio ecclesiastico risale al 1952. Nei pressi  del paese possiamo ammirare il nucleo della Villa, risalente al 1300, di  grande interesse storico-architettonico, la cui volumetria è costituita da due case-torre collegate fra di loro con architravi decorati dei quali uno quattrocentesco gravante su mensole conca­ve  con scolpita una stella ad otto punte, una croce iscritta  in un  cerchio e la rosa comacina. Altri elementi di interesse  sono due bertesche delle quali una a tre mensole ed   alcuni  portali anch'essi in parte decorati.

SASSONERO -  Sede del più antico castello di questo territorio, citato per  la prima  volta in un documento  del 979. La chiesa, dedicata a  San Michele, è stata   rammodernata nel 1833, mentre il vicino campa­nile  è  stato costruito nel 1796. Nella  frazione  di  Sassonero merita  menzione la  casa-torre della Torretta, databile attorno al 1200, con alcune finestre con arco in cotto. 


PIZZANO -  Il  borgo di Pizzano è citato per la prima volta nel 1106,  epoca nella quale l'abate Santo Stefano concesse alcune proprietà  site "in  curte Pizani" in enfiteusi a tal Rodolfo di Arnaldo.  Munito di castello,  del quale non resta più nessuna  traccia,  con  la chiesa  dedicata  a Santa Maria del Suffragio e San  Biagio,  costruita  fra il 1930 ed il 1936 su progetto dell'ing.  Frontini. Nei pressi del piccolo borgo  sorgono la torre cinquecentesca del Palazzino e l'antico borgo di Rocca Malapasqua, già nota fin dal 1200, sede di podesteria e successivamente di una potente  Rocca fatta costruire dal comune di Bologna.

QUERCETO -  Con  la chiesa parrocchiale dedicata a San Benedetto, citata  per la  prima  volta nelle decime del 1330  quale  suffraganea  della pieve  di Barbarolo. L'edificio, più volte ristrutturano (1660  e 1883),  è  stato ultimato nel 1922. Conserva al suo  interno  una bella tela settecentesca raffigurante il Santo Patrono. Nei  pressi  di Querceto si trovano il piccolo borgo di  Ca'  dei Maestri,   con oratorio seicentesco dedicato a Santa Maria della Mercede,   ed alcuni portali scolpiti  di  fattura  trecentesca, inoltre  il  borgo del Poggiolo, con alcuni edifici risalenti  al XV secolo, e due architravi recanti uno la data 1487 e l'altro la scritta "Zohane 1545" con scolpito un cerchio raggiato sormontato da una croce.

Contatore per siti