Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere
MONTE SAN PIETRO

Superficie  Kmq 74,65
Cap. 40050 Pref.telefonico 051

STORIA -   L'antica presenza umana nel territorio di Monte San Pietro è testimoniata dal ritrovamento, presso il podere "Gullotta" di San   Martino in Casola,  di alcuni  coltelli e punte di frecce classificati come manufatti appartenenti all'età del Rame, nonché  da diverse stoviglie, rinvenute a Monte Avezzano, attribuite al periodo Villanoviano (675-550 a.C.). L'Esarcato di Ravenna basò la propria linea difensiva contro gli invasori Longobardi, giunti in Italia nell'anno 568, sui centri di Pavullo, Monteveglio,  Verabulo, Bazzano e Persiceto. Noti studiosi hanno localizzato Verabulo proprio nella zona di Monte San Pietro ed esattamente nell'ambito territoriale dell'antica pieve di San Lorenzo in Collina. Questa linea di divisione militare ha finito poi per incidere profondamente sulle vicende successive dell'intera zona. Infatti, concluso il periodo Longobardo, il territorio di Monte San Pietro  continuò ad essere conteso a lungo fra  Bologna e Modena, con tutte le conseguenze che tale situazione determinò. Parte del territorio dell'attuale comune di Monte San Pietro appartenne ai Conti di Panico mentre la restante  venne sottopo­sta ai Conti dell'Amola. Da  segnalare la presenza di una serie  di nobili minori che elessero Rocca Maserata a centro del loro  potere ed alla cui chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni  Battista, l'11 giugno 1388 unirono quella di Monte San Pietro,  che da allora assunse il nome dei due Santi. Dopo aspre e sanguinose lotte  con la nobiltà locale nel XIII  secolo il territorio passò sotto il dominio del comune di Bologna che  incominciò lentamente ad introdurre le proprie strutture amministrative. Nel 1371 Monte San Pietro fece parte del vicaria­to di Savigno, mentre nel 1395 quest'ultimo venne sdoppiato con la nascita del vicariato di San Lorenzo in Collina. Agli inizi del secolo scorso, a seguito del riordinamento amministrativo imposto dal governo Napoleonico, sorsero quattro comuni:  San Chiellaro (con Gavignano, Monte Pastore, Ronca e Montesevero), L'Amola (con San Lorenzo in Collina e Ozzano dell'Amola), Monte San Giovanni (con Merlano, Mongiorgio e Monte San Pietro) e Pradalbino (con San Martino in Casola, Montemaggio­re e Oliveto). Pochi anni dopo, esattamente nel 1810, nacque il  comune di Monte San Pietro corrispondente all'attuale istituzione amministrativa

IL BORGO - Dai primi decenni di questo secolo la sede del comune di Monte San Pietro è stata trasferita a Calderino, moderno centro posto sulla sponda sinistra del Lavino. Una situazione anomala, che ancora oggi genera parecchia confusione con il piccolo borgo di Monte San Pietro che dista alcuni chilometri da Calderino.  Lo sviluppo di Calderino, dovuto in gran parte alla sua posizione  geografica favorevole,  è iniziato nel momento in cui è cominciato il declino degli antichi centri del territorio comunale. La chiesa di Calderino, dedicata alla Madonna del Rosario,  è stata costruita nel 1957 su disegno di Pietro Bolognesi

AMOLA - Di notevole pregio la chiesa settecentesca dedicata a Santa Maria  Assunta, fra le più interessanti della zona. All'interno è  conservata  una  pregevole  via Crucis, costituita da 14 dipinti ad olio eseguiti nell'anno 1792 dall'artista bolognese Mauro Gandol­fi, una bella tela raffigurante la "Madonna Assunta in fioriera"  posta sull'altare maggiore eseguita nel 1858 dal pittore Alessan­dro Guardassoni e diversi  arredi sacri fra i quali due eleganti altari laterali in stucco opera del plasticatore Giacomo De Maria (1762-1838). Nei pressi di Amola di rilevante interesse storico-artistico la casa Ghedini, casa forte risalente al XV secolo, danneggiata dagli eventi bellici, che presenta  decorazioni inconsuete. In particolare una delle porte di accesso è  costituita da due mensole antropomorfe  che sorreggono un architrave recante una iscri­zione  in latino a caratteri gotici. Sono due statue di origine  antica raffiguranti due telamoni, provenienti probabilmente dalla  scomparsa chiesa di Amola, che ricordano altre figure simili presenti nell'abbazia di Nonantola e nel duomo di Modena. La capigliatura di una delle due statue è  molto simile alle sculture  eseguite a Modena dal celebre Wiligelmo.

MONTE SAN PIETRO -  Località che ha l'onore di conservare il nome del Comune anche se amministrativamente la sede è stata trasferita a Calderino. Nel periodo feudale la zona aveva due chiese: una risalente al X secolo e dedicata a San Pietro Apostolo e l'altra, più recente, dedicata a San Giovanni Battista. Nel 1388 le due località vennero fuse e fu scelta come chiesa parrocchiale quella di  San Giovanni Battista. L'attuale edificio è il frutto di diversi rifacimenti, ultimo dei quali eseguito attorno agli anni Sessanta  per riparare i danni subiti nel corso dell'ultima guerra mondia­le.

SAN MARTINO IN CASOLA - Località citata fin dall'epoca longobarda con il nome di Caxula (o Caxola). La sua chiesa, dedicata a San Martino di Tours, già presente nel XIV secolo venne interamente ricostruita fra il 1835  ed il 1838. Conserva al suo interno una tela raffigurante il  Santo Patrono realizzata del pittore Ubaldo Gandolfi, considerato uno fra i più  importanti pittori bolognesi del Settecento. Nei pressi della chiesa si trova l'oratorio settecentesco dedicato alla Beata Vergine della Neve. Altri edifici di rilievo i due palazzi senatori dei Dondini e dei Casali. Il primo, costruito nel 1570 dal Conte Jacopo Dondini,  conserva all'interno alcune sale  decorate. Il secondo, più austero nelle forme ed arroccato su di un poggio  in località  Montevecchio, venne edificato dal senatore Gregorio Casali.  Presenta un singolare balconcino, d'epoca precedente all'edificio,  formato da una lastra di arenaria poggiante su due mensole  di pietra scolpite.
 
PRADALBINO - Antichissima località nei pressi della quale furono rinvenuti diversi reperti di origine etrusca. La chiesa, dedicata a Santa Maria Assunta,  è  menzionata per la prima volta nel 1036, anche se è ipotizzabile  che una chiesa esistesse fin dal VIII secolo.  Accanto alla chiesa  si erge maestoso l'edifico di villa Borra costruito nei primi del XVI secolo come indica una lapide, ingen­tilita da uno stemma con una zampa alata d'aquila coronata da un lambello e tre gigli, che riporta la scritta "CONDITA PRO POMPO­NIUS DE BECCADELLIS ANNO DOMINI MDX" (fondata da Pomponio Becca­delli nell'anno del Signore 1510). Annesso al palazzo troviamo  l'oratorio settecentesco della Beata Vergine del Buon Consiglio.
 
MONTE PASTORE  - Antico borgo munito di castello e rocca (secolo XIII) che sorge­ vano ad ovest dell'attuale chiesa parrocchiale. Le antiche origi­ni di Monte Pastore sono testimoniate  da diverse tracce: alcuni portali del XV secolo e diversi conci di arenaria lavorati a scalpello, che si possono ancora ammirare su  alcuni edifici del paese. A poca distanza dall'ingresso settentrionale del paese troviamo una torre risalente al  XIV secolo, ancora in buone condizioni, mentre l'edificio di culto, dedicato a San Michele Arcangelo e nominato fin dall'anno 1366, venne ampliato nel 1775  e quasi completamente rifatto nel 1877 su progetto  di Francesco  Brighenti. All'interno sono conservate due tele pregevoli raffi­guranti il Santo Patrono attribuite ai pittori Alessandro Guarda­sonni e Lamma. Scendendo verso il Lavino si incontra il nucleo di  Cà  Secchi,  piccolo borgo con casa-torre risalente al XV secolo probabile  sede della "massaria" di Monte Pastore,  che presenta finestre  con date e scritte scolpite.
 
MONGIORGIO -  Di  pregio il  nucleo storico con i resti del castello, purtroppo  ridotto  in pessime condizioni, del quale sono  ancora visibili solamente una bertesca e le asole del ponte levatoio. Nel 1366 a Mongiorgio vi erano due chiese, una dedicata a San Sigismondo, posta all'interno del castello, e l'altra dedicata a San Pietro, detta del Borgo, che sorgeva fuori alle mura ridotta oggi  ad un cumulo di rovine. Nell'Abside della chiesa di San Sigismondo è conservato un bellissimo affresco attribuito a Bartolomeo Ramen­ghi detto il Bagnacavallo (secolo XVI). Nel circondario si evidenzia l'importante edificio di Cà Casella, secolo XV, con torre ornata  dal caratteristico cornicione sotto­ gronda  a denti di sega, che presenta un balchio di accesso coperto  dotato di forno, tipo di struttura assai rara in pianu­ra. Su un architrave è scolpito lo stemma dell'ospedale degli Esposti di Bologna:  due neonati in fasce. Il Molino della Stel­la, una casa con accorpata una torre del XV secolo sulle cui facciate si aprono diverse finestre con arco in mattoni. Anche il Molino della Stella era fra i beni di proprietà del citato ospe­dale degli Esposti di Bologna.    
 
MONTE SAN GIOVANNI  - L'antico nucleo di Monte San Giovanni, sede di un potente castello, sorgeva un tempo sulla collina che sovrasta l'attuale paese sviluppatosi recentemente sulla sponda sinistra del Lavino.  L'antica chiesa dedicata a San Giovanni Battista sorgeva nelle vicinanze (o forse addirittura all'interno) delle mura del ca­stello. Attorno al 1850, poiché  l'edificio originario risultava poco accessibile, i parrocchiani di Monte San Giovanni decisero  di trasferire la chiesa più a valle.  Nei pressi di Monte San Giovanni da segnalare gli edifici del Castagneto, edificio con torre colombaia del XIV-XV secolo, notevole per la decorazione di gronda a dentelli. La Villa,  piccolo nucleo che sorge vicino ai resti dell'antica chiesa di  Monte San Giovanni, con una casa-torre del XIV secolo, che pre­senta sulla facciata un vero e proprio campionario di stili costruttivi. La torre del Paleotto, di mole imponente, a base  quadrata, evidenzia ancora nei particolari architettonici la sua origine cinquecentesca. La Torre Rotonda, una torre alto-medioevale dalla  base di forma rotonda, particolare che colloca  questo manufatto in un'epoca assai antica. Discorso a parte merita la Badia, monumentale  edificio che durante il Medioevo rappresentò una fra le  più importanti abbazie benedettine della Provincia. L'edificio venne costruito lungo strada che dall'abba­zia di Nonantola raggiungeva Santa Lucia di Roffeno e proseguiva  verso la Toscana. Fin dal IX secolo i monaci vi avevano costruito una chiesetta dedicata a San Fabiano trasformata poi, attorno al XI secolo, nell'attuale complesso. Si tratta di un elegante edificio romanico dalla  tipica pianta a basilica con tre navate divise da colonnati ad archi a tutto sesto, ampiamente rimaneg­giato durante il XV secolo. Particolarmente interessante il chiosco che conserva parte della sua antica pilastratura lignea.
L'edifico attorno al 1500 passò in gestione ai Padri Barnabiti ai  quali si deve la costruzione della torre antistante alla chiesa
 
GAVIGNANO - Antico borgo con torre Quattrocentesca. La chiesa, dedicata a San Pietro, venne elevata al rango di parrocchia nel 1150. Conserva al suo interno una bella acquasantiera di chiara origine romani­ca, mentre il quadro posto sull'altare maggiore, raffigurante il  Patrono, risale al 1600. A poca distanza dal paese troviamo la Torre, edificio del XIV secolo arricchito da diversi particolari architettonici di rilievo fra i quali  una finestra a sesto acuto con  scolpiti due fiori iscritti  in un cerchio, tipica decora­zione Comacina. Altro edificio di pregio è  il Monzale (secolo XV), anch'esso fornito di torre, recentemente restaurata, conser­va solamente una finestra originale.
 
SAN LORENZO IN COLLINA - Fu sede dell'importante pieve di San Lorenzo fondata fra il IV ed
il VI secolo che  aveva giurisdizione su di un vasto territorio e  dalla quale, fra il 1300 ed il 1400, dipendevano venti chiese.  Restaurata fra il 1480 ed il 1482 a cura di Antonio Grassi, protonotario dei sacri Palazzi Pontifici, l'edificio venne grave­mente danneggiato dal terremoto del 1505. Successivamente ha subito  diversi interventi di restauro, ultimo dei quali nel 1841. L'attuale edificio, che presenta una struttura ad una sola  navata  con capriate lignee,  conserva sulla facciata alcuni fram­menti della sua antica origine: il cornicione  in mattoni dispo­sti a T che segue le falde di copertura ed i resti dell'arco dell'antico portale. Al suo interno troviamo diversi dipinti di valore che richiamano, nello stile, la pittura bolognese del tardo cinquecento, in particolare la tela posta sull'altare maggiore raffigurante  la "Madonna col Bambino fra i Santi Loren­zo e Stefano" e l'elegante "Madonna del Rosario" del plasticatore bolognese Angelo Pio. Annesso alla chiesa un loggiato quattrocen­tesco con colonne in mattoni e capitelli fogliati in arenaria. A poca distanza dalla chiesa troviamo l'oratorio della Beata Vergi­ne di Capra Mozza, fondato nel 1159 ed interamente  ricostruito
fra il XII e il XIV secolo. Infine, nei  pressi del vicino tor­rente Landa, sorge l'oratorio di San Caterina. Un edificio del XVIII secolo con tetto a capanna e sulla facciata un tondo in ceramica raffigurante la Santa titolare.
 
MONTEMAGGIORE - Dell'antico borgo di Montemaggiore non resta più nessuna traccia
a causa del terribile terremoto che nel 1929 ebbe come epicentro questo paese. L'attuale  chiesa, dedicata a San Cristoforo e che non presenta  elementi architettonici di particolare interesse, è stata ricostruita  nel 1930 su progetto di Ugo Ughi. Conserva al suo interno una tempera raffigurante il Santo Patrono datata 1355 ed attribuita al pittore  Cristoforo da Bologna. Nei pressi del paese sorgono due palazzi: quello dei Biancani, massiccio edificio a pianta rettangolare costruito nel XV secolo. Ed il palazzo di Musico, secolo XVI, che presenta caratteri stilistici di epoche successive, caratterizzato da una torretta centrale.

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