Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere
MONTEVEGLIO

Superficie  Kmq 32
Cap. 40050 Pref.telefonico 051


STORIA - Numerosi sono i reperti che testimoniano la presenza degli  etru­schi lungo la valle del Samoggia. Anzi, a giudicare dalla quanti­tà  dei ritrovamenti, pare proprio che Monteveglio fosse uno  dei centri  più  importanti. Da segnalare in particolare, sia  per  la qualità che per la quantità dei reperti rinvenuti,  la scoperta  avvenuta  nel  1899 in località Monte Morello  di  un  sepolcreto composto da ben quaranta tombe. Altrettanto numerosi risultano  i reperti di epoca romana. Crollato l'impero romano la fortezza  di Monteveglio fece  parte  della   linea  difensiva   predisposta dall'Esarcato di Ravenna per fermare le orde Longobarde lungo  il fiume  Panaro. Solo nel 728 il re longobardo Liutprando riuscì  a sfondare  questa  linea  ed a invadere l'Emilia.  In  seguito  il castello  di  Monteveglio  passò  sotto il domino  di  Matilde  di Canossa, alleata del Papa Gregorio VII,  che lo trasformò in  un punto chiave del sistema difensivo messo in atto contro le  mili­zie imperiali. Un duro conflitto, passato alla storia con il nome di  Lotta  delle Investiture, nel quale proprio  il  castello  di Monteveglio,  fedele  a  Matilde di Canossa, ebbe un  ruolo  di  rilievo.   Nel 1157 Monteveglio venne sottomesso, seppure per  un breve periodo,   a Bologna mentre alcuni anni dopo si schierò  a fianco  del Barbarossa contro la Lega Lombarda così,  quando  nel 1177 la Lega ed il Barbarossa stipularono una tregua, Monteveglio venne citata fra le città imperiali. Forti di questo  riconosci­mento  i Signori di Monteveglio ebbero l'ardire  di rompere  la tregua con Bologna la quale, con l'aiuto di Modena e di Ciano, ne  attaccò  il castello  e incendiandolo. Invano  gli  abitanti  di Monteveglio  chiesero  aiuto  a Papa Innocenzo III,  così  il  14 agosto 1198  Bologna prese possesso definitivamente del castello.  Da  allora questa località compare numerose volte nelle cronache antiche come oggetto di contesa fra Bologna e Modena. Fu  proprio  a causa della  defezione degli abitanti di Monteveglio  che  nel 1325 i bolognesi subirono la grande sconfitta di Zappolino. Durante il periodo Comunale Monteveglio fece parte della podeste­ria  di  Serravalle, mentre nel 1376 fu eretto in  vicariato  con giurisdizione  sui comuni di: Montebudello,  Montemarvo,  Tiola, Crespellano, Oliveto, San Martino in Casola, Pradalbino,  Pragat­to, San Lorenzo in Collina e Savignano. Nel  1527 la città venne assediata dai Lanzichenecchi diretti  al sacco  di Roma. Si salvò grazie ad un’eccezionale nevicata  che costrinse  gli assalitori a desistere dall'intento. L'episodio venne  attribuito ad un miracolo compiuto dalla Madonna  così  da allora,  il  25 marzo di ogni anno, gli abitanti  di Monteveglio quale ex-voto usano ancora donare un cero all'abbazia, luogo dove i monaci ed il popolo si erano radunati in preghiera per invocare la salvezza. A seguito  del riordinamento amministrativo voluto dal governo Napoleonico, Monteveglio venne unito al cantone di Bazzano.  Nel 1810 Monteveglio e Oliveto formarono un comune autonomo,  succes­sive modifiche  hanno determinato l'attuale assetto   amministrativo.

IL BORGO -  A  Monteveglio  è possibile  ammirare i  resti  del  castello  e dell'abbazia.  Partendo dalla piazza del paese,  sviluppatosi  ai piedi del vecchio borgo, si sale rapidamente fino alla  fortezza, ricostruita nel XII secolo dopo il terribile assedio di Enrico IV dell'anno  1092.   Visibili sono ancora la porta di  ingresso al castello  e  la  torre,  entrambe merlate, la  cui  imponenza  da un'idea  della grandiosità e della potenza di questo  luogo.  En­trando nel castello, sulla destra, si può  ammirare un'antica casa in sasso denominata casa  di San Benedetto con accanto  l'orato­rio di Santa Maria della Rondine (dedicato oggi ai Santi Rocco e Sebastiano),  al cui interno è conservato un quadro  raffigurante la "Madonna del Carmine" datato 1631. Proseguendo  oltre,  attraverso un gruppetto di  case  in pietra  costruite fra il XIV ed il XV secolo, si giunge sulla sommità del monte  dove  si  erge l'abbazia di Santa Maria Assunta,  la cui esistenza è attestata fin dal VIII secolo.  L'attuale  edificio, che   risale  al   XII secolo, presenta sulla parte  alta  della facciata alcuni archetti di carattere longobardo mentre il campa­nile,  che svetta sopra l'abside minore risale  al Quattrocento.  L'edificio presenta una  planimetria a tre navate terminanti  con altrettanti absidi semicircolari ed un  presbitero  sopraelevato, raggiungibile mediante una scalinata seicentesca, dove è possibile ammirare un superbo coro in legno intagliato di stile rinasci­mentale.  Sotto il presbitero si trova la  cripta di epoca  ante­riore  al X secolo  che occupa la gran parte della  chiesa. Rag­giungibile mediante una scala, la cripta conserva gran parte  dei caratteri  architettonici  originari, in particolare  le  arcate cieche  che ornano la parere sulla destra e che ricordano, nello stile,  la pieve longobarda di Nonantola fondata nel 880. Sempre sulla  parete di destra si trova anche il battistero,  anch'esso di  chiaro stile romanico.  All'interno dell'abbazia sono conservate   una tempera raffigurante "L'Assunta" attribuita a  Lorenzo Costa, pittore operante a Bologna  tra la fine del XV e  l'inizio del XVI secolo ed un Crocefisso ligneo di probabile epoca trecen­tesca. Altrettanto  bello  l'adiacente  convento  che circonda  per  tre lati  il chiostro quattrocentesco a cui se ne affianca  un'altro ben  più antico (attribuito al XII secolo) con resti  di  colonne  a  capitelli. Il convento presenta al piano terreno una serie di sale  fra  le  quali una detta "degli abati" dove  si  trovano  i ritratti di tutti gli abati ed i priori che hanno retto nel tempo il  convento.  Al  piano superiore vi sono le  celle dei monaci  collegate da vasti corridoi che  percorrono i lati  dell'edificio e che danno accesso anche alla chiesa. Il chiostro, costituito da colonne  di mattone levigato, presenta al centro un antico  pozzo ed  una cisterna per la raccolta dell'acqua  piovana. L'abbazia, già  officiata  nel 1180 dai canonici di San Frediano di  Lucca, passò  nel 1455 ai Regolari Lateranensi di San Giovanni in  Monte di Bologna ed ebbe giurisdizione su ben 50 chiese. Sui  primi rilievi collinari a sud di Monteveglio sorge il  Parco dell'Abbazia,  che  si stende per una superficie di  circa 1100 ettari,  tra le valli del Samoggia e del Panaro. Il Parco  unisce all'interesse storico un paesaggio  gradevole  dove attività agricole  ed ambiente naturale si fondono armoniosamente. Al  suo interno,  oltre a diverse specie animali, i  visitatori  potranno ammirare il tipico paesaggio tormentato dei calanchi. Il Parco  è indicato soprattutto per lo svolgimento di attività didattiche.

OLIVETO - A pochi chilometri da Monteveglio sorge l'antico borgo di  Olive­to, con la chiesa parrocchiale dedicata a San Paolo, già  presente fin dall'inizio del XI secolo. L'attuale edificio  è il frutto di diversi interventi di restauro, ultimo dei quali nel 1866. Su una delle  campane poste sull'adiacente  campanile, fusa nel 1453,   è riportata,  oltre  alle consuete immagini sacre  a  rilievo,  la scritta  in caratteri gotici: "mentem sanctam spontanea  honorem deo  et patriae liberationem MCCCC XXXV", che è   la  stessa che compare sulla campana della torre del Podestà di Bologna. Accanto  alla chiesa   sorge l'oratorio della Madonna delle Gra­zie,  di origine medioevale, con all'interno una tavola quattro­centesca  raffigurante la " Madonna col Bambino".  Inoltre,  nei pressi   di   Oliveto,  troviamo  l'edificio   della  Ca'Grande dell'Ebreo fatta costruire nel 1410 da un ebreo di nome  Salomone (probabilmente  Salomone di Mathasia, appartenente alla  fiorente comunità ebraica che nel XIV secolo era presente in Bologna)  che qui esercitava il prestito del denaro.   Ne  è testimonianza  una lapide  che reca inciso "Hec d/omus/f (ecit) Sal/omon/hebre  (us) 14X" (fece edificare questa casa Salomone ebreo nel 1410).  Lungo la strada che scende verso Bazzano, in posizione dominante, sorge la Torre, interessante edificio militare di origine  cinquecentesca

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