Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere

DALLA NUDA AL CORNO

Difficoltà: per escursionisti esperti
Tempo di percorrenza: 6 ore circa



Si tratta di un anello che consente  di visitare  le due vette più belle ed elevate  dell'intera zona: ila nuda monti La Nuda (mt. 1827) e Corno alle Scale (mt. 1945).   Per questo diciamo subito che si tratta di un itinerario impegnativo, so­prattutto nell'ultimo tratto, che richiede quasi sei ore di cammino con notevoli dislivelli, adatto quindi a camminatori esperti ed   allenati. 
Si parte da Madonna dell'Acero (mt.1200), Abbandonato sulla destra che troviamo all'entrata del Borgo si imbocca  la strada forestale  detta “Via dei Signori” che collega Madonna dell’Acero con Pianaccio.

Superato il centro visita del Parco dopo pochi chilometri  sulla destra  si stacca  un sentiero  (segnavia CAI  n.327) che sale rapido e quasi diritto verso la grande prateria di vetta che caratterizza la
sommità del monte La Nuda.

Qui, nascosti fra i vaccinieti e le  praterie sassose che la caratterizzano, sono presenti rare fioriture di specie rupicole ma soprattutto è possibile ammirare il panorama mozzafiato che consente di avere una visione d’insieme dell’intero territorio.  Proseguendo lungo la dorsale erbosa, punteggiata da ampie macchie di  mirtilli e di ginepri nani, si arriva al passo del Vallone  (mt. 1700) da dove comincia la parte più spettacolare ed impegnativa dell'escursione: la scalata dello stretto crinalino roccio­so che conduce ai 1945 metri del Corno alle Scale.

Si tratta dei famosi ed arcinoti Balzi dell’Òra (cioè del vento che spesso soffia con forza in questa zona) la cui fama – a mio parere – deriva più dalla bellezza dell’ambiente che, come invece si favoleggia,  dalle difficoltà del sentiero. Raggiunta la vetta del Corno alle Scale, in inverno,  nelle giornate terse, magari subito dopo il passaggio di una perturbazione, è   possibile scorgere distintamente il mare Tirreno e le sagome delle isole toscabalzine di Gorgona, Capraia e dell'Elba.


Effettuata l'obbligatoria sosta per riprendere  fiato il tracciato scende per circa un chilometro sulla destra  costeggiando i campi di sci fino a raggiungere la Porticciola  e, dopo poco, la sotto­ stante valle del Rio Piano ed il vicino laghetto del Cavo­ne
 

Risalendo  per un breve tratto l'ampio parcheggio  sulla destra, troviamo  le indicazioni del sentiero n.337 che prosegue
nel bosco fino al  torrente Dardagna e, quindi, discende le notissime Cascate fino a Madonna dell’Acero, punto di partenza  dell'escursione.

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