Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere

RICERCHE  


LA QUESTIONE DEI BOSCHI NELL'OTTOCENTO
Una turba di alpestri devastatori che con l’ascia in mano e il sorriso sulle labbra, preparava l’esterminio degli inconsci abitatori delle pianure”.  Non è la descrizione di un’orda di barbari, pronti a conquistare nuovi territori, bensì quella degli abitanti del nostro Appennino, fatta nel 1899 dal presidente della Pro Montibus Cesare Ranuzzi-Segni in occasione della prima festa degli alberi. La colpa di cui erano accusati i nostri antenati era il taglio indiscriminato dei boschi, origine del grave dissesto idrogeologico i cui effetti compromettevano le coltivazioni (ed i guadagni) dei proprietari della pianura.
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LA "ROTABILE FANANO-PORRETTA"

Parlare delle strade è parlare della storia e dello sviluppo di un luogo. Il legame fra questi due elementi è inscindibile per questo,  scorrendo la storia di quella che è stata la vera grande, e unica, opera del genere per il comune di Lizzano in Belvedere (appunto la Rotabile Fanano-Porretta 1860 – 1902) è un  po’ come ripercorrere la storia dei primi quaranta anni di storia unitaria.  Correva l'anno 1860 ed il comune di Belvedere,  con ancora il suo appodiato di  Rocca Corneta, stava vivendo quel delicato momento - ingarbugliato ed incerto – che coinvolgeva le province Emiliano-Romagnole dopo l'armistizio di Villafranca Veronese.
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LA FESTA DEL VOTO DI LIZZANO
Nella lunga storia dell’umanità numerose sono state le epidemie di vario genere che ciclicamente hanno seminato morte e sgomento. In particolare nei quattro secoli che intercorrono tra il 1350 ed il 1750 ogni uomo aveva attraversato, almeno una volta nella vita, l’esperienza della peste.  Le conseguenze di questo morbo erano drammatiche: così ad esempio nella  nota epidemia del 1630 in Italia si verificò un calo demografico pari al 22 рer  cento, соn punte,  come nella provincia di Mantova, addirittura del 77 рег cento. 
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LA VERGINE DELL'ACERO
Un tempo i pellegrini che si recavano il 5 agosto a Madonna dell'Acero per partecipare alla festa  in suo onore la chiamavano proprio così: "La Vergine dell'Acero",  ed  effettivamente avevano ragione.  E' il luogo dove la  Vergine, la Madonna, apparve a due     partorelli, fra i rami di un acero. Era il 1500, per l'esattezza il 1535 riportano le  cronache, e da allora il santuario dell'Acero è diventato la meta immancabile per tantissimi   pellegrini che il 5 di agosto vi giungono da ogni parte dell'Appennino per ricordare quel  miracoloso evento.
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27 SETTEMBRE 1944, L'ECCIDIO DI CA' BERNA

Pioveva la mattina del 27 settembre e la nebbia avvolgeva la  montagna rendendo il paesaggio quasi irreale. Improvvisamente, lungo  la strada che dall’Acero scende verso Vidiciatico, apparve una  pattuglia tedesca composta da 4 o 5 militari. Ne nacque una brevissima  scaramuccia;  un paio di raffiche di mitra  che ferirono un tedesco (altre testimonianze parlano di due militari feriti), poi l'inceppamento dell'arma e lo sganciamento dei partigiani.
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Il COMUNE DI LIZZANO IN BELVEDERE E L'UNITA' D'ITALIA

Quassù le notizie arrivavano con grande ritardo o, più spesso, non arrivavano affatto.  Così ben pochi dei 3200 abitanti del comune di Lizzano in Belvedere erano al corrente di ciò che stava accadendo in quel lontano 1860, né conoscevano il significato di parole come Risorgimento, Unità d’Italia o altre questioni del genere.  I nostri antenati avevano, infatti, ben altre preoccupazioni per la testa: per il secondo anno consecutivo l’inverno era stato durissimo ed il raccolto delle castagne veramente misero, tanto da costringerli ancora una volta ad emigrare in cerca di fortuna nelle pianure bolognesi o in Maremma. 

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                                                                                                                                            BREVI CENNI SULL'ARCHITETTURA LOCALE

Visitando un casolare o uno dei tanti borghi disseminati  sul territorio la prima cosa che colpisce  è la  semplicità delle loro forme; una sorta di architettura spontanea nella quale ogni  manufatto sembra essere parte integrante del paesaggio al pari degli alberi, del profilo delle montagne o dei colori che lo compongono. Sarà per i materiali utilizzati, legno e pietre raccolte nelle vicinanze.
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                                                                                                                                      PROGETTO "CENTO FONTANE"

Da sempre le acque sorgive che sgorgano nell’area protetta del Corno alle Scale rappresentano una delle principali risorse del territorio. I corsi d’acqua limpidi ed incontaminati, infatti, non sono solo l’elemento costitutivo della bellezza paesaggistica ma anche il migliore testimone della straordinaria qualità ambientale di questo territorio. Una zona vocata al benessere ancora oggi in grado di offrire due ingredienti essenziali per la vita e la salute dell’uomo: l’aria pulita e l’acqua pura.
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                                                                                                                                          LINEA GOTICA:  GIUGNO 1944 / FEBBRAIO 1945, CRONOLOGIA DEGLI AVVENIMENTI ACCADUTI NEL COMUNE DI LIZZANO IN BELVEDERE

Sessant'anni fa, il 4 maggio 1945, il generale Von Senger und Etterlin, un aristocratico svevo che aveva combattuto in Italia fra le fila dell’esercito Tedesco senza macchiarsi però dei feroci delitti commessi da tanti altri  suoi colleghi, giungeva nella sede del comandante americano Mark Clark per  firmare la resa incondizionata delle armate germaniche nel nostro Paese.  L’ultima battaglia, quella che aveva determinato il crollo definitivo delle difese tedesche poste lungo la Linea Gotica era iniziata pochi mesi prima, il 18 febbraio 1945, ed aveva visto come protagonista proprio il nostro Appennino.
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                                                                                                                                        IPOTESI E CURIOSITA’ SULLA STORIA DEL CASTELLO DEL BELVEDERE
Attorno al XI secolo al decadente regime feudale, ormai polverizzato in una miriade di piccoli e litigiosi tiranni in perenne lotta fra di loro, si andò  lentamente sostituendo un ordinamento nuovo. E', infatti, in questo periodo  che i maggiorenti delle città, approfittando di alcuni avvenimenti favorevoli, si autonome si trovarono nelle condizioni di esprimere forme di governo innovative. Nacquero così i Comuni, un’aggregazione di forze nuove, liberate dal potere feudale, espressione delle grandi novità sociali ed economiche che attraversarono la società.
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