Davanti al camino

Storia, tradizioni e leggende del comune di Lizzano in Belvedere

MONTE ACUTO - PIAN DELLO STELLAIO


Difficoltà: impegnativo
Tempo di percorrenza: 6 ore circa

Partenza da Monte Acuto delle  Alpi, sicuramente uno dei paesi più belli e seducenti dell'interamonte acuto zona (approfondisci storia). Paese d’origine medioevale diventato ricco e famoso per la sua posizione dominante lungo la via di transito per la Toscana. Da qui il suo sviluppo e la costruzione di un castello del quale  purtroppo oggi non rimangono più tracce visibili. Non importa,  le antiche e nobili origini di Monte Acuto  si possono ancora “respirare” transitando lungo le strette viuzze del paese  percorribili solo a piedi e fermandoci ad ammirare il paesaggio mozzafiato che si gode da quassù. L’itinerario parte deciso dall’inizio del parcheggio seguendo le indicazioni del  sentiero n. 111 e dopo solo 200 metri si inerpica lungo una mulattiera  acciottolata che costeggia le case del paese fino a gettarsi nel folto del bosco. All'altezza di un vecchio essiccatoio per castagne abbandonato  si taglia sulla destra salendo per circa 40 minuti fino ad un altro bivio dove si prende аnсоrа а destra, passando davanti а un altro edificio abbandonato si arriva  sul crinale. Qui la mulattiera diventa un sentiero che prosegue fino alla località "La Caffa" e poi punta deciso verso, seguendo il sentiero n. 101, verso Pian dello Stellaio.
Qui occorre imboccare il sentiero n. 109 e scendere verso nord in 
direzione di Madonna del Faggio.  Da questo versante il sentiero è, a tratti, più ripido anche se più bello e ricco di sorprese come l’improvvisa visione fra i rami dei faggi dei balzi rocciosi dell'Acqua Caduta  (80 metri di cascata г1сса d'acqua,  soprattutto al disgelo e dopo le  piogge autunnali) o della cacornoscata dei "Balzi dell’Inferno”. Giusto il tempo per qualche foto e una rapida rinfrescata e poi ancora giù  lungo il versante sinistro del rio Vallimenga e poi sopra il fosso Baricello. Dopo aver superato  vari ruscelli, non senza difficoltà nei periodi di piena, si giunge а un tratto acquitrinoso e si continua trascurando le deviazioni а sinistra  verso il torrente. Nelle giornate più umide può capitare di incontrare, anche sul sentiero, la Salamandra  pezzata, un anfibio dal corpo giallo-nero  che vive nella lettiera vicino ai torrenti.   Ecco alla fine della discesa apparire improvvisamente il santuario della  Madonna del Faggio.  Il forte contenuto  suggestivo e mistico del luogo
e il senso di pace  е serenità che esso ispira, fanno di questo luogo un posto magico che indice naturalmente il visitatore alla meditazione ed al raccoglimento.

Attraversato il ponte sul rio si scende sulla destra percorrendo un sentiero а mezzacosta che conduce prima al Molino della Squaglia , un tempo
madonna del faggio importante mulino
per la lavorazione del grano e delle  castagne provenienti da Monteacuto e da Castelluccio, e poi, attraversato il fosso Baricello, sale abbastanza ripido ed impegnativo (sulle gambe ci sono già diversi chilometri percorsi!) fino a Monteacuto. 
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